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SANTA MARIA CAPUA VETERE / NAPOLI – Truffa alla regione, Ianniciello sotto processo. Caldoro si costituisce parte civile

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SANTA MARIA CAPUA VETERE – Truffa alla regione Campania, consigliere regionale sotto processo. Davanti al giudice – dottoressa Corinna Forte – è finito, questa mattina (29 novembre 2013) Massimo Ianniciello (PdL). E’ stata la prima udienza del processo a suo carico per il quale il Pubblico Ministero ha chiesto il rito immediato, considerate le prove evidenti. La regione Campania si è costituita parte civile. Si tornerà in aula il prossimo 21 marzo per il prosieguo del dibattimento. Il processo si svolge a Santa Maria Capua Vetere perché, secondo l’accusa, molti dei reati contestati all’onorevole regionale, sarebbe stati commessi in provincia di Caserta. Massimo Ianniciello, fu arrestato un anno fa circa con l’accusa di truffa aggravata. Ianniciello avrebbe percepito illecitamente un rimborso di circa 64mila euro esibendo fatture per operazioni inesistenti. L’arresto venne eseguito nell’ambito dell’inchiesta condotta dal pm di Napoli Giancarlo Novelli e coordinata dal Procuratore aggiunto Francesco Greco che riguarda l’uso dei fondi pubblici destinati ai gruppi politici del Consiglio regionale della Campania. Nei riguardi di Massimo Ianniciello, al momento dell’arresto, venne eseguito anche un decreto di sequestro dell’appartamento fino all’ammontare di 63.807 euro, pari all’importo della presunta truffa che gli viene contestata dalla Procura della Repubblica di Napoli. L’inchiesta riguarda i fondi pubblici erogati per la comunicazione, che costituisce uno dei filoni dell’indagine sull’uso dei finanziamenti ai gruppi politici del Consiglio regionale della Campania. Oltre a questo filone, ve ne sono altri due che vanno sotto il nome di ‘finanziamento ai gruppi consiliari’ e ‘fondo assistenza’. L’ammontare complessivo di tutti questi finanziamenti e’ di circa 4-5 milioni di euro all’anno. Ianniciello è referente politico di numerosi esponenti del PdL nei comuni a nord di Napoli. Oltre che di truffa aggravata ai danni dello Stato, il consigliere arrestato è accusato di peculato. Per ottenere il rimborso Ianniciello ha esibito fatture emesse da un’inesistente società di Bacoli (Napoli) che ha nella sua ragione sociale il commercio all’ingrosso di rottami ed è formalmente amministrata da due cittadini svedesi che sono risultati irreperibili in Italia e domiciliati presso un’agenzia di viaggi. Il rappresentante operativo di questa società – secondo le indagini della Guardia di Finanza – è risultato un pregiudicato che ha precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti e ricettazione di assegni rubati.

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