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Pietro Caprio

CELLOLE – Ucciso e bruciato nella sua auto, la svolta potrebbe arrivare dai tabulati telefonici

CELLOLE – Il telefonino cellulare della vittima è andato distrutto nel rogo che ha divorato la vettura e il corpo, lasciato solo poche ossa. Sarà impossibile, quindi, per gli investigatori leggere il contenuto di quell’apparecchiatura elettronica. La svolta, invece, potrebbe arrivare dalle analisi sui tabulati telefonici (reperibili presso il gestore del servizio). Gli investigatori avrebbero già acquisito tutto, avrebbero già individuato alcuni contatti con cui Pietro Caprio comunicava con maggiore frequenza rispetto agli altri. Assumerà notevole importanza l’individuazione delle ultime telefonate fatte o ricevute dal professore prima di essere ucciso. Gli investigatori, inoltre, potrebbero riuscire anche all’elenco dei messaggi (inviati e ricevuti) con il relativo contenuto. Non si esclude che proprio dalle analisi delle telefonate e dei messaggi potrebbero giungere importanti sviluppi sul delitto del 58enne di Cellole.
Intanto arriva un risultato importante nell’ambito dell’inchiesta partita dopo il delitto di Pietro Caprio, il 58enne di Cellole ucciso e bruciato all’interno della sua vettura, lo scorso 4 novembre 2023. I vigili del fuoco, dopo aver analizzato il veicolo in uso ad Angelo Gentile avrebbe certificato l’assenza di qualsiasi traccia di liquidi infiammabili; liquidi che l’uomo avrebbe utilizzato per dare fuoco alla vettura della vittima dopo averla uccisa. Una questione importante che potrebbe segnare un punto in favore della difesa dell’indagato. La certificazione dei pompieri pone, quindi, ulteriori dubbi sull’intera questione e sulle accuse mosse a carico dell’82enne agricoltore cellolese.
Se nell’auto dell’indagato non vi sono tracce di sostanze capaci di innescare un incendio ad un veicolo, con cosa è stato appiccato il rogo alla vettura della vittima?
La certificazione dei vigili del fuoco, inoltre, amplifica i dubbi sui tempi di realizzazione del delitto e del successivo incendio della Dacia in cui sono stati ritrovati i pochi resti del professore di Cellole.
Come ha fatto Gentile, se con se non portava benzina o altre sostanze altamente infiammabili, ad uccidere Caprio e bruciare la vettura in così poco tempo (circa 11 minuti)?
Questa mattina i carabinieri del reparto scientifico e i tecnici hanno eseguito tutti gli esami e i prelievi sulla vettura in uso all’anziano di Cellole accusato dell’atroce delitto. Presente anche l’avvocato Gabriele Gallo, difensore di Gentile. I risultati di molte analisi si conosceranno nelle prossime settimane.

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