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CELLOLE – Ucciso e bruciato nella sua auto, i giudici del riesame: non c’è stata premeditazione

CELLOLE – E’ stata resa nota, poco fa, la decisione dei giudici del Riesame dii Napoli in merito al ricorso presentato da Angelo Gentile, accusato di aver ucciso e bruciato Pietro Caprio. Il dispositivo conferma i gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato ma esclude la premeditazione del delitto. Quindi, secondo i giudici del riesame Gentile avrebbe agito d’impeto, magari dopo una lite con Caprio, lo avrebbe ucciso e poi avrebbe dato fuoco alla vettura distruggendo quasi totalmente il cadavere del 58enne cellolese. I giudici hanno confermato anche la misura cautelare – gli arresti domiciliari – che attualmente grava sul Gentile. Contro la decisione assunta dal Tribunale del Riesame l’avvocato Gabriele Gallo, difensore di Gentile, si riserva di valutare il ricorso in Cassazione, una volta lette le motivazini, partendo da un punto importante: la mancata premeditazione del delitto da parte di Gentile restringe ancor più i tempi di attuazione, tempi che appaiono poco compatibile con le capacità dell’indagato che, non va dimenticato, ha 82 anni e alcune patologie che non lo rendono proprio un fulmine.

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