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TEANO – Il “pescatore di Mondragone” getta le “reti” nel teanese

TEANO – Marco Melese è senza dubbio il motore di una grande fetta della politica sidicina, è colui, ad esempio che ha fortemente voluto e organizzato la lista che ha dato vita all’attuale maggioranza che governa la città. Melese è colui che domina alcune associazioni come i Lions, è un grosso imprenditore della zona, domina la Croce Rossa locale. Insomma, a Teano, è una vera potenza. E quindi non poteva lasciare indifferente il “pescatore di Mondragone” che sembra aver gettato già la sua rete in terra sidicina, per assicurarsi al suo fianco un pezzo pregiato della locale vita politica.
Ormai si assiste sempre più spesso, all’ostentazione dei rapporti con i potenti tramite selfie che immortalano l’incontro.  Allora ci si interroga su quale possa esserne il fine, forse quello di dare ad un popolo affamato di speranza l’idea di essere amici del politico di turno, che magari può sempre tornare utile all’interesse di parte?  Queste amicizie, ad un territorio che è fuori da tutte le scelte di politica regionale, dalla scuola alla sanità, relegando Teano a mera comparsa  di un territorio, l’Alto Casertano, di cui qualche decennio fa ne era capofila in termini socioeconomici, politici e culturali, a cosa servono?
Un tempo ormai lontano, Teano era terra di dibattito, scontri anche duri sul piano politico e culturale, oggi invece è ridotto a terra di conquista, a passerella di consiglieri regionali che vengono a piazzare le loro “bandierine”, appunto, in segno di conquista. Sembra essere accaduto ciò che Antonio Gramisci descriveva come l’arte di fare il deserto per emergere e distinguersi.

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