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Pietramelara – Programma “Nuova Vita: l’Arco di Santa Maria una porta sulla storia che guarda al nostro futuro

Pietramelara – L’Istallazione del Pannello Informativo contenente il QR Code attraverso il quale poter risalire alle immagini ed alla storia dell’Arco di Santa Maria è il frutto della programmazione politico/amministrativa che il Sindaco e l’Amministrazione Comunale hanno concretizzato attraverso la delibera di giunta numero 35 del 19-07-2022 avente ad OGGETTO: PROGRAMMA STRATEGICO ” NUOVA VITA ” AL CENTRO STORICO DI PIETRAMELARA.
La Delibera, approvata all’indomani del rinnovo del consiglio comunale, poneva subito al centro degli obiettivi strategici della riconfermata amministrazione il rilancio del centro storico:
<<Tra gli obiettivi di governo vi è la valorizzazione del patrimonio storico culturale e del territorio, tra questi, assume importanza strategica la valorizzazione del centro storico di Pietramelara, secondo prospettive orientate a forme di sviluppo sostenibile; – È stata ribadita la centralità del collegamento e del raccordo del centro storico con i borghi limitrofi nell’ambito delle azioni programmatiche stabilite dall’amministrazione …>>.
L’Arco di Santa Maria rappresenta da sempre uno dei simboli più importanti della storia di Pietramelara e testimonia l’importanza che questa cittadina ha avuto nel corso dei secoli ed in particolare nel rinascimento.
L’Amministrazione Comunale avvalendosi di importanti docenti universitari tra i maggiori esperti in materia di architettura storica e di araldica è riuscita a ricostruire la storia dell’Arco tristemente abbattuto da un carrarmato tedesco in ritirata nell’ottobre del 1943.
Riportiamo la narrazione storica dell’Arco ed i dettagli degli stemmi contenuti così come elaborata dagli studiosi coinvolti

ARCO DI SANTA MARIA
L’Arco di SANTA MARIA era una delle porte di accesso al Centro Storico del Comune di Pietramelara, fu distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale.
Sopra l’Arco di S. Maria (che prendeva il nome dall’antica chiesa di S. Maria della Carità oggi S. Agostino), una delle porte di accesso a Pietramelara, in prossimità del Palazzo Ducale, una volta faceva bella mostra di sé un grande stemma.
Demolita la porta, lo stemma fu collocato nell’atrio del Palazzo municipale.
Si tratta di un “stemma imperiale” che contiene i blasoni dei regni assoggettati agli Asburgo dopo l’ascesa di Carlo V al trono.
Lo stemma fotografa, in un certo senso, la situazione dell’Impero e analizzando gli scudi che lo compongono è possibile con una certa sicurezza stabilire l’epoca di realizzazione e a quale imperatore si riferisca.
Particolarmente interessante alla estremità inferiore del blasone è il toson d’oro che, secondo la tradizione, è rappresentato con il vello pendente dal collare. Di tratta di un attributo cavalleresco istituito il 10 gennaio del 1430, sotto la protezione di Sant’Andrea, quando Filippo III il Buono, duca di Borgogna, sposò la principessa Isabella d’Aviz.
Con la fine dello Stato di Borgogna, quando Maria di Borgogna (1457 – 1482), figlia di Filippo, sposò Massimiliano I d’Asburgo (1459 – 1519), l’ordine passò alla casa d’Asburgo
Dopo l’abdicazione di Carlo V nel 1556 il grande regno fu assegnato in parte al figlio Filippo II di Spagna e in parte al fratello Ferdinando I che nel 1558 assunse il titolo di Imperatore del Sacro Romano Impero. Con la divisione dell’impero di Carlo V si divise anche l’Ordine del Toson d’Oro in quello spagnolo e in quello austriaco.
Della onorificenza si fregiarono i discendenti di Carlo V che la considerarono una loro prerogativa.
Nello stemma imperiale di Pietramelara vi sono le insegne di Castiglia (con le Torri d’oro su fondo di rosso inquartate con i Leoni di Leon di rosso su fondo d’argento) di Brabante (Pesi Bassi), della Borgogna moderna, della Borgogna antica, di Navarra, delle Fiandre
Il Regno di Sicilia si riconosce per i pali di rosso e d’oro d’Aragona e quelli campati in Croce di Sant’Andrea con le due Aquile nere su campo d’argento troncato con l’emblema del Regno di Gerusalemme d’argento, alla croce potenziata d’oro.
In punta ai due quarti è posta la Mela granata su fondo d’argento che è l’insegna di Granada che era stata la capitale dell’ultimo regno musulmano definitivamente riconquistato nel 1492.
Su tutte lo scudo degli Asburgo d’Austria. Sono tutti i regni che fanno parte dell’impero all’epoca in cui Carlo V abdica a favore del figlio Filippo II. Manca il Portogallo che, come abbiamo visto, entrerà nel dominio di Filippo solo nel 1581.
Le casate che compongono lo stemma imperiale di Pietramelara lo riconducono ad un periodo compreso tra il 1556 e il 1581.

 

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