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Mignano Montelungo – Peculato, Verdone (il sempre sindaco) sotto processo: ecco la sentenza

Mignano Montelungo – Il giudice del Tribunale di Cassino ha emesso la sua sentenza al termine del processo di primo grado a carico di Antonio Verdone, all’epoca dei fatti sindaco del piccolo paese dell’Alto Casertano e oggi vice sindaco dello stesso municipio. Dopo 7 anni dai fatti e dopo un lungo processo il giudice ha assolto l’imputato perché il fatto non sussiste.  L’ex primo cittadino era accusato di peculato per aver utilizzato indebitamente e per fini privatistici il telefono messo a disposizione dell’amministrazione comunale e l’autovettura della polizia municipale. L’indagine nasceva da un esposto presentato nel 2016 da alcuni cittadini che ipotizzavano l’esistenza di una serie di condotte illecite da parte del Sindaco. Da tale notizia di reato scaturiva un’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza, alla fine della quale venivano formulate le accuse nei confronti di Antonio Verdone relative al periodo 2013-2016. Verdone era finito sotto inchiesta dopo che un gruppo di cittadini aveva scoperto che lo stesso avrebbe dichiarato di aver presenziato a diverse manifestazioni, molte delle quali anche fuori zona per poter ottenere il rimborso chilometrico. Ma la Guardia di Finanza di Sessa Aurunca ha accertato che Verdone a quelle manifestazioni  non avrebbe mai partecipato. In alcuni casi ha delegato qualche suo vice, in altri casi non vi è stata traccia del comune di Mignano. Il caso più eclatante riguarderebbe la richiesta di rimborso spese per circa 800 chilometri percorsi da Antonio Verdone per prendere parte ad una manifestazione organizzata in un paese alle porte di Roma. Facendo due conti la Guardia di Finanza si è resa conto che era stato dichiarato il triplo dei chilometri in realtà percorsi. Un altro aspetto sul quale il Procuratore ha ravveduto il reato di peculato e truffa è quello riguardante il presunto utilizzo del primo cittadino, dipendente unitamente alla moglie della comunità Montana di Monte Santa Croce, della macchina dei vigili urbani di Mignano con annesso autista. Per poter raggiungere il posto di lavoro il sindaco Verdone avrebbe quindi utilizzato un mezzo dello Stato. Tutte accuse che il giudice ha ritenuto infondate tanto da assolvere l’imputato.

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