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Teano – Delitto di Suio Terme, perizia psichiatrica per il carabiniere killer

Teano – Gli investigatori cercano ulteriori chiarimenti da Miriam Mignano, unica testimone del delitto di Giovanni Fidaleo, mentre gli avvocati di Giuseppe Molinaro tentano la strada della stabilità psicologica per cercare di ottenere una misura meno afflittiva e in futuro una condanna più mite. Questa la situazione attuale a venti giorni dal delitto del direttore dell’albergo “Nuova Suio”, Giovanni Fidaleo di San Giorgio a Liri e del ferimento di Miriam Mignano, attualmente in casa di familiari a Roma.
Nei mesi scorsi il carabinieri di San Marco, frazione di Teano, aveva avuto l’impulso di uccidere la sua ex fidanzata, la rivelazione sarebbe stata fatta nel corso di una seduta un mese prima della sparatoria in cui venne assassinato Giovanni Fidaleo. Nel corso delle indagini sono trapelate indiscrezioni su quanto avrebbe confessato Giuseppe Molinaro alla sua psicologa, un mese prima dell’omicidio di Giovanni Fidaleo e del tentato omicidio dell’ex compagna. Secondo quanto dichiarato dalla terapeuta – che lo aveva in cura da tre anni – Molinaro aveva riferito di avere avuto l’impulso di uccidere la trentunenne. Lo avrebbe confessato all’inizio del mese di febbraio quando – a suo dire – aveva scoperto il tradimento della donna. Ma nelle successive sedute di psicoterapia, alle richieste della psicologa, aveva poi spiegato di avere parlato in un momento di rabbia e che mai avrebbe potuto commettere un delitto. Questo il motivo per cui la terapeuta non informò le forze dell’ordine su eventuali propositi violenti del suo paziente.

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