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Il colonnello Scarso, comandante provinciale di Caserta

Alife – Spaccio di droga: c’è un quarto indagato

Alife – Sono quattro le persone finite nella rete tesa dai carabinieri del Provinciale di Caserta – al comando del colonnello Scarso – tesa al contrasto del fenomeno di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti.  L’uomo – Ferrante Simone 34enne di Alife – è stato graziato dal giudice per le indagini preliminari che ha respinto la richiesta di fermo, avanzata dal pubblico ministero. Ferrante, quindi, resta indagato a piede libero. Nella stessa indagine, oltre al Ferrante, ci sono altri indagati: due finiti in carcere, il terzo con l’obbligo di firma.  Le misure restrittive sono a carico di Errico Di Silvio, 36enne di Alife, al quale l’ordinanza di arresto è stata notificata nel carcere dove da qualche tempo si trova recluso per altra vicenda, sempre legata al mondo dello spaccio di droga. La sua compagna, Ciarella Filomena, 28enne di Alife, è stata trasferita dagli arresto domiciliari ai quali si trovava per altro procedimento, nel carcere. Sorte migliore per Enrico Pengue, 43enne di Alife, a cui il giudice ha imposto l’obbligo di firma presso la locale stazione carabinieri.
Tutto giunge a conclusione di una articolata attività investigativa, coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere; tutti gli indagati sono ritenuti responsabili di cessione di sostanze stupefacenti in concorso tra loro. L’attività investigativa, avviata nel mese di maggio 2021, ha consentito di individuare una fiorente attività di spaccio di stupefacenti condotta da una coppia di conviventi operanti principalmente nel centro di Alife, di individuare i loro canali di approvvigionamento della droga (cocaina e crack) a Caivano, di stabilire il ruolo del fiancheggiatore e di acquisire gravi elementi indizianti per documentare le singole cessioni delle sostanze. Nel corso delle attività sono stati eseguiti sequestri di stupefacente documentando, con le attività di osservazione e controllo, come la coppia ricevesse presso l’abitazione numerosi acquirenti che si rifornivano di cocaina e crack pagando 25-30 euro per ciascuna dose. Per alcuni degli acquirenti sono stati acquisiti inconfutabili elementi per contestare cessioni giornaliere ripetute, per complessivi 1500 episodi di spaccio: alcuni di loro si recavano presso l’abitazione per acquistare le dosi con frequenza di due/tre volte alla settimana.

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