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“O ti copri, o ti denudi!”: il professore che non c’è più

Siamo oltre ogni margine A Roma, un professore di storia del liceo scientifico ‘Plinio Seniore’, invece di fare il proprio alto dovere, scivola in un delirio sessista senza ragione. Rivolgendosi a una studentessa, che nel mentre si toglieva una felpa per rimanere con un top sportivo, pronuncia parole del seguente tenore: <<O ti copri, o ti denudi!>>.
Bene, di fronte a questi stimoli educativi, che rasentano i livelli più bassi della contemplabile degenerazione, torno a immaginare il docente che vorrei, o che avrei voluto continuasse a esistere e ad attraversare le Aule di quella grande Istituzione, chiamata Scuola. Così, torna l’immagine della grande umanità del maestro Perboni, così abilmente descritto nei racconti di Enrico Bottoni nel corpo del romanzo ‘Libro Cuore’ di De Amicis. Così, tornano gli insegnamenti educativi, riformisti e pedagogici di Maria Montessori, di Gramsci, di Pestalozzi, di Allport, di Dewey, di Erikson, di Fröbel, di Gabelli, di Herbart e via discorrendo. Allora, a ragione veduta, mi chiedo: professori che, a prescindere dal tono o dalle circostanze, si esprimono in tal modo, quali orientamenti didattici o scuole di pensiero avranno mai assimilato per scendere talmente in basso dalla cattedra del sapere e da quella del saper essere opportuni? A chi affidiamo le menti e il corpo dei nostri figli, a chi?

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