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Piedimonte Matese / Amorosi – Sannio Alifano, Ferrucci: troppe ombre, intervenga la magistratura

Piedimonte Matese / Amorosi – Quello che è accaduto al Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano con la deliberazione Presidenziale n. 87/22 del 30/09/2022 credo rappresenti un “unicum” nel panorama nazionale, che dovrebbe far vergognare chi l’ha pensata e chi ha contributo a renderla cosa fatta. Con essa, infatti, sono state annullate le previste elezioni del 02 Ottobre e rinnovato il procedimento con nuova fissazione della data delle votazioni per il 29/01/2023. Sostanzialmente, ed in questo per me sta lo scandalo totale, si è preferito annullare tutto, a due giorni dalle elezioni, così di fatto scegliendo di tutelare coloro che avevano posto la propria candidatura in maniera non legale a scapito di chi, viceversa, ha rispettato la normativa vigente, ha fatto una campagna elettorale serena e sui contenuti chiedendo l’appoggio dei consorziati. Che, evidentemente, con il richiamato provvedimento sono stati considerati poco meno di zero. Vittime sacrificali di giochi di palazzo.
Ma veniamo alla cronologia dei fatti che, alla luce dell’esito, appaiono, a parere mio, molto sospetti e assolutamente necessari di un vaglio della Autorità Giudiziaria. Fino al 5 Agosto, con la deliberazione 141/22, la Deputazione Amministrativa, seguendo l’iter corretto nel rispetto del Regolamento Elettorale, aveva intrapreso le procedure consequenziali agli adempimenti richiesti, fino alla approvazione dell’Elenco definitivo degli aventi diritto al voto. Il problema, il grave problema, nasce lo stesso 5 Agosto con la successiva deliberazione 142/22 (famigerata) con la quale la Deputazione sente la necessità (e non si capisce per quale motivo!) di “fornire chiarimenti circa i soggetti legittimati all’elettorato attivo e passivo nonché dei sottoscrittori di lista”. Chiarimenti?? E perché??? C’è un Regolamento che va applicato. C’era ben poco da chiarire.  In realtà viene usata la parola “chiarimenti” a sproposito (molto a sproposito) giacché la 142/22 modifica radicalmente il Regolamento elettorale aprendo le porte a tutta una serie di candidature illegittime, compresa addirittura la presentazione di una lista stessa. Ora, non sfuggirebbe ad uno studente alle prime nozioni di diritto, è di tutta evidenza che il Regolamento elettorale assolutamente non poteva essere modificato dalla deputazione amministrativa ma solo dal Consiglio dei delegati (art .12 dello Statuto). Il principio viene ribadito, ovviamente, in maniera definitiva dal Tribunale Civile di Santa Maria C.V. in tema di esclusione della lista “Terra ed Acqua” nella fascia n. 1.
Ma le cose strane, inquietanti, continuano. La Commissione, infatti, compie la sua preliminare istruttoria sulla verifica di ammissibilità delle liste ed, applicando il regolamento, esclude talune liste e taluni candidati. E’ la deputazione che, smentendo in alcuni casi la Commissione stessa, riammette dei candidati proprio utilizzando, ancora, la deliberazione illegittima n. 142/22. Va bene un errore (benché gravissimo per chi è chiamato a guidare un Ente, sconoscendone gli atti fondativi) ma perseverare mette in forte dubbio l’esimente della buona fede.
Le cose strane continuano. Forse qualcuno si accorge che la situazione è scappata di mano ed, in attesa delle decisioni del Tribunale, inizia a circolare tra i bene informati la voce dell’annullamento delle elezioni stesse. Insistentemente, anche in posti dove tanti possono ascoltare (ci sono le elezioni politiche e di conseguenza tante manifestazioni elettorali).
Altra stranezza. Grave. Sebbene la lista “Terra ed Acqua” nella fascia n. 1 non sia stata mai ammessa formalmente (giacché esclusa da due organi diversi, prima della definitiva esclusione del Tribunale, ossia dalla Commissione e dalla Deputazione) i promotori della lista inondano i Comuni interessati al voto di manifesti elettorali con la presenza della lista, addirittura in un modello di fac-simile che di fatto non sarebbe  mai dovuto esistere (!!!!!), così inducendo in confusione ed errore tutti gli elettori.
Poi arrivano gli esiti dei ricorsi al tribunale civile. Ed anche su questo bisogna fare chiarezza perché taluni dicono cose non vere. I ricorsi erano tre: uno ritirato per problemi formali, l’altro che ha riammesso un candidato escluso, il terzo che ha confermato la esclusione della lista di “Terra ed Acqua” nella fascia n. 1. Nessuna pletora, quindi, di candidati riammessi, nessun caos.  E’ di tutta evidenza che sarebbero rimaste “esposte” nel post voto le candidature fatte in base alla illegittima deliberazione 142/22, ma questo mai e poi mai avrebbe dovuto portare alla abnorme deliberazione presidenziale n. 87/22  di annullamento delle elezioni con nuova fissazione a Gennaio!. E mai e poi mai tale deliberazione sarebbe dovuta basarsi  sulla premessa delle incredibili ed assurde istanze di annullamento delle elezioni da parte dei rappresentanti di tutte le liste. Ed anche su queste bisogna essere puntuali e precisi. Leggendo  qualcuna di esse si  parla infatti di una “adesione alla richiesta della Regione Campania volta ad indire nuove elezioni da tenersi entro e non oltre il 30/01/2023”. Orbene non vi è alcun documento della Regione Campania che riguardi tale richiesta semplicemente perché non poteva esserci. Il Consorzio, ovviamente, ha piena autonomia e la Regione non aveva il potere di fare la richiesta che i rappresentanti delle liste assumono sia stata fatta e a cui addirittura hanno dichiarato di aderire.
In definitiva credo ci sia troppo materiale controverso per andare tranquillamente, come se niente fosse successo, al 29/01/2023. Lo si deve al rispetto di tutti i consorziati e a quello dei candidati che hanno rispettato le regole del gioco. (nota a cura di Claudio Ferrucci,  consigliere comunale di Amorosi, candidato nella lista “Impegno per i Consorziati” fascia N 1)

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