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Alife – Paga 240 euro per due cognac, imprenditore offeso e deriso. Scatta la richiesta di risarcimento danni

Alife – Due bicchierini di cognac, serviti alla fine del pranzo, sono costati 240 euro ad un notissimo imprenditore alifano. Quando lo stesso si è recato al banco per chiedere spiegazioni è stato preso in giro e offeso. E’ accaduto, come scrive lo stesso imprenditore, Giuseppe Sasso, nella struttura AQUAPETRA ubicata a Telese Terme. Struttura dove Sasso è cliente abituale. L’imprenditore ha pagato la fattura ma subito dopo ha fatto scattare la contestazione e la richiesta di risarcimento del danno subito. “… nella fattura redatta in forma generica oltre alla somma di euro 238,00, relativa al pasto, si aggiunge la voce ”Bar quantità n.2” pari ad euro 240,00. Tale costo è da ritenersi assolutamente inaccettabile atteso che io ed i miei ospiti non abbiamo affatto svuotato la Vs cantina, bensì ci sono stati propinati tre bicchierini di un liquore modesto sia per quantità che per qualità…”.
Questo il passaggio chiave con cui Sasso contesta la fattura emessa dalla struttura ricettiva sannita. Eppure il cliente cercò, nell’immediatezza dei fatti di avere chiarimenti dal personale. Ottenne, invece, mortificazioni. “… il Vostro responsabile, anziché conferire le dovute spiegazioni in ordine ad un prezzo particolarmente eccessivo per le due consumazioni bar, rivolse a Sasso delle impertinenti ed irriguardevoli espressioni verbali gravemente lesive della sua persona, del suo decoro e della sua professionalità poiché venne gravemente deriso e gratuitamente dequalificato attraverso una comportamentalità assolutamente inopportuna e inconsulta, rivolta nei suoi confronti in presenza di importanti personalità che si trovavano in sua compagnia in occasione di un pranzo d i lavoro…”. Questa è parte della nota con cui il legale dell’imprenditore chiede all’Acquapetra di restituire la somma eccedente e di rifocillare il danno all’imprenditore.

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un commento

  1. TRATTARE IN QUESTO MODO UN GALANTUOMO COME GIOSY SASSO,UN ONESTO IMPRENDITORE CHE DA ONORE E LAVORO AD ALIFE è UNA VERGOGNA.