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VAIRANO PATENORA – Noto medico muore, scoppia la guerra per l’eredità: la decisione del giudice penale

Vairano Patenora – Si è chiusa con un proscioglimento nei confronti di una nota professionista l’annosa questione relativa alla divisione ed alla gestione dell’asse ereditario sorto per la morte di un noto medico del paese, scomparso cinque anni fa. Il GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dott. Orazio Rossi, accogliendo le richieste e le argomentazioni prospettate dal PM e dagli Avvocati Vincenzo Cortellessa e Fabrizio Zarone ha, infatti, ritenuto infondate le ipotesi di reato di circonvenzione di incapace e di appropriazione indebita per le quali era stata indagata una figlia del defunto, nota professionista della zona. Il procedimento penale era sorto a seguito di una dettagliata denuncia presentata dal fratello e dalla sorella dell’imputata, i quali ipotizzavano che alcune delle disposizioni patrimoniali eseguite in favore della figlia erano state prese dal padre senza il pieno possesso delle sue facoltà mentali e con la complicità dell’indagata; inoltre dopo la morte del padre, la professionista avrebbe prelevato dal conto corrente intestato al padre oltre 50.000 euro senza alcuna autorizzazione e sottratto tale somme a tutti gli eredi. Tuttavia, nel corso delle complesse ed articolare indagini, condotte dal Comando Stazione Carabinieri di Vairano Scalo e coordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, l’indagata, assistita dai suoi difensori, ha dimostrato che le disposizioni in suo favore erano state prese nella piena consapevolezza e lucidità da parte del padre, tant’è che – solo poche settimane prima – analoghe disposizioni di maggior importo, erano state effettuate anche in favore di uno degli altri due figli e ciò a riprova della assoluta capacità di intendere del padre e della logicità dell’operazione patrimoniale che si inseriva in una normale ridistribuzione delle donazioni in favore dei figli; peraltro, era notorio a tutti gli abitanti di Vairano la assoluta capacità di intendere e di volere del  medico, fino al giorno della sua morte, tanto da aver ottenuto – pochi mesi prima di morire – il rinnovo della patente di guida e da aver partecipato alle votazioni comunali, svoltesi un mese prima della morte. Quanto all’accusa di avere sottratto somme dal conto corrente del padre dopo la sua morte, l’indagata sosteneva non solo l’esistenza di un previo accordo tra tutti gli eredi, ma anche l’utilizzo della somma per la ristrutturazione della cappella funeraria di famiglia e per il pagamento di tutte le incombenze sorte a seguito della morte del padre. Alla luce delle risultante investigative, il PM richiedeva l’archiviazione del procedimento ritenendo infondata la notizia di reato; tuttavia, contro tale provvedimento i denuncianti proponevano opposizione chiedendo la prosecuzione delle indagini preliminari; mentre, all’esito dell’udienza, il GIP del Tribunale di S. Maria C.V, accogliendo le argomentazioni prospettate dagli avvocati Vincenzo Cortellessa e Fabrizio Zarone, ha ritenuto infondata la notizia di reato ed evidenziato che, peraltro, con riferimento all’ipotesi di appropriazione indebita, la querela non era stata neppure tempestivamente presentata.

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