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foto di repertorio

Alife / Caiazzo – Lui va in chiesa per confessarsi, il prete lo caccia. 30enne discriminato perché omosessuale

Alife / Caiazzo – Lui è un omosessuale convivente, ma è profondamente credente e praticante. Vuole confessarsi non per il suo stato o per le sue tendenze sessuali, bensì in quanto battezzato e uomo devoto. Vuole semplicemente confessare i peccati come fanno tutti i credenti. Ma lui no. Non può. Lo ha deciso il prete.
Capita nella Diocesi di Alife Caiazzo, capita in una chiesa che dovrebbe essere l’emblema dell’accoglienza e della inclusione. Un giovane fedele, praticante, si è recato in chiesa oggi, nella sua parrocchia. Voleva semplicemente confessarsi, come ha fatto tante altre volte. Oggi, però, il parroco non era “predisposto” e ha sentenziato: non posso confessarti perché tu vivi nel peccato. Il giovane, ha cercato di spiegare le ragioni, ha cercato di ricordare al prete che già altre volte lui stesso lo ha confessato. Ma il parroco, oggi, è stato irremovibile. Così al 30enne non è rimasto altro che andare via, piangendo. Il 30enne non si dà pace per l’accaduto e sembra essere deciso ad andare fino in fondo, a portare la sua storia fino in Vaticano. Bergoglio si è più volte espresso sulle persone omosessuali e sulla loro condizione: “«Desideriamo ribadire che ogni persona, indipendentemente dall’orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione». Invita la Chiesa ad accompagnare gli omosessuali affinché «possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio».

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