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Gli italiani e il risparmio: il crollo dei titoli di stato e del mercato immobiliare favorisce l’ascesa del trading online

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Risparmiare è un tratto caratteristico che contraddistingue i cittadini italiani, soliti assumere un atteggiamento più da formica che da cicala. Una virtù, il risparmio, che viene tramandata di generazione in generazione, anche se negli ultimi due decenni, complice la forte perdita del potere d’acquisto, è andata un po’ scemando. Ma la cultura del risparmio, laddove è possibile attuarla, è lungi dall’essere sopita. E viene insegnata sin dai primi anni di vita: il salvadanaio, in tal senso, ne è l’esempio più fulgido.

Bond e mattone poco attraenti: gli italiani mutano i propri comportamenti nell’allocazione dei risparmi

Le modalità con le quali allocare i propri risparmi, poi, si sono notevolmente modificate col passare degli anni. Un tempo, infatti, le vie principali erano sostanzialmente due: i titoli di stato o i bond bancari e il mattone. Queste tipologie di investimento, però, hanno ormai segnato il tempo. La politica espansionistica della Banca Centrale Europea, che ha portato i tassi in area negativa ed ha nuovamente avviato il Quantitative Easing, ha reso decisamente meno attraenti i titoli di stato e, più in generale, l’intero settore dei titoli obbligazionari, in particolar modo quelli “senior”.

Basti pensare al rendimento odierno dei BTP: il quinquennale non fornisce un rendimento positivo, mentre il decennale fornisce uno 0,90% lordo al quale, poi, va sottratta la ritenuta fiscale (12,50% degli interessi percepiti) e l’imposta di bollo (0,20% annuo del controvalore del titolo).

 

Troppo poco per i risparmiatori italiani, viziati, in passato, dai rendimenti a doppia cifra dei titoli del debito sovrano. Non va meglio neppure a coloro che, nel passato, hanno investito i propri risparmi nel mondo del mattone. Il settore immobiliare risulta attualmente decisamente poco attraente per chi decide di investire una parte dei propri risparmi.

Uno dei motivi, probabilmente il principale, è da ricondurre alla pressione fiscale, asfissiante per le case a reddito o, più in generale, per quelle differenti dall’abitazione principale. Un altro aspetto, poi, riguarda il cosiddetto “rischio locativo”, cresciuto costantemente negli ultimi anni: complice la grande crisi economica, infatti, sono cresciuti gli affittuari insolventi, creando mancati introiti ai proprietari degli immobili.

 

Trading online, la modalità preferita dalla maggioranza dei risparmiatori italiani

Lo scenario appena descritto ha portato ad una sensibile modifica delle radicate abitudini finanziarie degli abitanti del Belpaese, al punto che si può parlare, senza alcun timore di smentita, dell’esplosione del fenomeno del trading online italiano. “Fare trading”, oramai, è diventata una consuetudine per buona parte dei nostri connazionali, che ne apprezzano i grandi vantaggi che è in grado di fornire loro. Il più tangibile è indubbiamente quello economico, grazie a commissioni particolarmente convenienti.

Effettuare un’operazione di compravendita finanziaria tramite lo sportello bancario comporta un esborso, mediamente, dello 0,70% del controvalore della stessa, mentre nei portali finanziari questa percentuale scende drasticamente, toccando quota zero qualora si aderisse a qualche “bonus benvenuto”.

Inoltre, i portali più seri ed affidabili sono soliti concedere un periodo di prova dove il risparmiatore, grazie alle cosiddette “demo”, può constatare i pregi e le insidie del trading online senza dover investire alcuna somma; soltanto in un secondo momento, qualora reputasse conveniente “fare trading”, opterà per investire i propri soldi.

Il trading online, oltretutto, ha dato modo ai risparmiatori di ampliare, significativamente, il proprio ventaglio di scelte. Se fino a pochi anni fa i mercati dove venivano allocate le somme erano, di fatto, soltanto quelli azionari ed obbligazionari, oggi le opportunità si sono moltiplicate esponenzialmente.

Basti pensare, ad esempio, al grande successo riscosso dal Forex, il mercato che scambia le valute a coppie, oppure la crescita costante del mondo delle criptovalute, un asset che, prossimamente, potrebbe risultare ancor più attrattivo qualora il progetto “Libra”, la “valuta digitale” ideata da Facebook, dovesse riscontrare un forte successo presso l’utenza che sfrutta l’e-commerce come principale strumento di shopping.

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