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CASTEL VOLTURNO – MOGLIE E FIGLIA UCCISE E SEPOLTE IN CASA. ECCO PERCHE’ BELMONTE RESTA IN CARCERE

CASTEL VOLTURNO – Non ha creduto ad alcuna delle sue parole il giudice per le indagini preliminari Caramico D’Auria del tribunale di Santa Maria Capua Vetere che nella serata di ieri, dopo una lunghissima camera di consiglio, ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Mimmo Belmonte, il Norman Bates di Castel Volturno, che parlava con i resti dei cadaveri della moglie Elisabetta e della figlia Maria, occultate in un intercapedine sotto il pavimento tra la cucina e il piano terra. Restano in piedi le accuse formulate dal pm Silvio Marco Guarriello che sta istruendo le indagini per duplice omicidio, occultamento di cadavere con tutte le aggravanti del caso. La difesa, l’avvocato Rocco Trombetti, è pronto ad impugnare il provvedimento del gip dinanzi al tribunale del riesame per la libertà.

Pericolo di fuga, reiterazione del reato e inquinamento probatorio, le motivazioni alla base dell’ordinanza di arresto emessa ieri sera dal gip. Belmonte per il giudice, da quanto si è appreso dal provvedimento, ha mentito su ogni punto: era impossibile che le due donne si fossero allontanate da lui di spontanea volontà , in quanto dai fatti acquisiti dal pm le due poverine erano completamente succube di Belmonte, ex direttore sanitario presso il carcere di Poggioreale. Non poteva non sapere che i corpi di Elisabetta e Maria si trovassero in quella cavità. Non è vero che Belmonte non ha denunciato la loro scomparsa per pudore per non far sapere di essere stato abbandonato dai propri familiari. A prova di ciò la procura ha presentato al gip l’elenco degli oggetti che sono stati sequestrati presso la villetta a Baia Verde: occhiali da vista, astucci foglietti con appunti preghiere ai quali Elisabetta era molto legata. Anche un libro ancora lasciato sul comodino della camera da letto sul fianco dove Elisabetta dormiva: “Il male oscuro, come combatterlo”. Tra gli oggetti anche il telefono cellulare di Elisabetta abbandonato in camera, forse lo stesso telefono al quale rispose un uomo all’amica di Elisabetta che la cercava per avere sue notizie e che poi è rimasto spento per otto anni.  Belmonte non aveva certo una bella cera quando ieri si è presentato per l’interrogatorio di garanzia. E’ apparso profondamente depresso, malnutrito, ma lucido nella sua follia. Un personaggio inquietante che ha mantenuto nel tempo un unico legame, quello con Salvatore Di Maiolo, l’ex  genero anch’egli  inquisito per concorso nel duplice omicidio, ma è a piede libero. Davanti al gip Belmonte è rimasto per poco più di un’ora continuando a ripetere le stesse cose che aveva già detto al pubblico ministero, a mostrarsi perplesso circa la presenza dei resti delle due donne anzi ha continuato a sostenere che quelle non potevano essere certo sua moglie e la figlia. Circa il morboso rapporto che egli ha continuato ad avere con l’ex marito di Maria si sta continuando ad investigare, ma non sono emersi, né venuti a galla elementi che possano far pensare ad una relazione omosessuale tra i due .A  detta del gip questo rapporto ed il personaggio Di Maiolo vanno perlustrati,  anche se l’inchiesta è ancora nella fase embrionale.

Belmonte intanto resta in cella, in una camera di sicurezza, in isolamento per evitare  qualsiasi tentativo che possa spingerlo a farsi del male. Mangia poco, in modo molto frugale, cosa che già faceva a casa. Per lunedì gli accertamenti bioptici e l’esame del Dna per stabilire con un atto irripetibile la certezza dell’identità delle due donne. Per questo motivo il fratello di Elisabetta, Lorenzo Grande è ancora rimasto qui nel casertano a disposizione della magistratura perché dovrà sottoporsi in questi giorni  ad un prelievo di sangue per comparare il suo Dna con quello delle due sventurate al fine di accertare la parentela. (Maria Giovanna Pellegrino)

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