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TEANO – Delitto Mollicone, il Racis troverà l’assassino

TEANO. Delitto Mollicone, proseguono gli accertamenti. E’ stato affidato ai carabinieri del Racis di Roma l’incarico per il secondo accertamento tecnico sull’omicidio di Serena Mollicone, la diciottenne di Arce, scomparsa e ritrovata uccisa, legata e imbavagliata undici anni fa nel boschetto Fonte Cupa di Anitrella. Il bosco che in sua memoria pochi giorni fa ha preso il nome di Fonte Serena. L’udienza – La nuova udienza si è svolta questa mattina alla procura di Cassino alla presenza del procuratore Mario Mercone, titolare dell’inchiesta, degli avvocati di parte, dei carabinieri del Racis e del papà di Serena, Guglielmo Mollicone.
I carabinieri del raggruppamento investigazioni scientifiche dovranno ultimare gli accertamenti tecnici iniziati lo scorso luglio ed estrarre l’impronta digitale dalla ricevuta della visita ortopanoramica della studentessa di Arce. Il Dna dall’impronta – Per quanto riguarda il profilo genetico, gli investigatori del Racis dovranno invece estrarre il Dna dall’impronta trovata sul nastro utilizzato per legare Serena e poi compararlo con quello dei sei indagati e di altre persone presenti nella Banca Dati. Gli indagati – Per l’omicidio della studentessa di Arce restano indagati con le ipotesi di omicidio volontario e occultamento di cadavere l’ex fidanzato di Serena, Michele Fioretti e sua madre Rosina Partigianoni, l’ex maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, sua moglie e il figlio della coppia Marco, e il carabiniere Francesco Suprano. Per tutti e sei gli indagati l’esame del Dna e delle impronte digitali, svolto a luglio sempre dal Racis di Roma, ha dato esito negativo.
“L’assassino e i suoi complici hanno le ore contate. Farebbero m eglio a costituirsi ai magistrati”. Sono parole di Guglielmo Mollicone, il padre di Serena che dopo oltre dieci anni da quel terribile delitto si sente vicinissimo alla verità.  Dopo oltre 10 anni dalla morte di Serena Mollicone, trovata morta in un bosco ad Arce il primo giugno 2001, due giorni dopo la sua scomparsa, le indagini sul suo omicidio giungono a una svolta: gli inquirenti hanno infatti trovato 15 tracce biologiche, probabilmente dell’assassino (o degli assassini) sugli abiti della 18enne. Il ritrovamento di tracce biologiche sui vestiti di Serena permetterebbe quindi ora il confronto con il Dna dei sei indagati. Per gli inquirenti alla base dell’omicidio potrebbe esserci un traffico di stupefacenti e la gelosia.

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