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SESSA AURUNCA / CELLOLE – Materiale radioattivo in un deposito a Cellole, nessun pericolo per la popolazione: tanto rumore per nulla. Ecco i fatti

SESSA AURUNCA / CELLOLE – Bastano pochi grammi di un manufatto in ferro radiottivo per scatenare la fantasia di alcuni e il panico fra tanta gente. Precisiamo subito che il materiale ritrovato in un deposito di trasporti a Cellole è stato messo in sicurezza, posto sotto sequestro e quindi non rappresenterebbe più alcun pericolo per la gente. Si tratterebbe di un pezzo di un vecchio parafulmine (costruito all’epoca appositamente con materiale radioattivo per migliorarne l’uso) di cui non si conosce ancora la provenienza. Saranno le indagini dei carabinieri di Brescia in sinergia con quelli di Sessa Aurunca a spiegare ulteriori dettagli della vicenda.
Tutto parte alcuni giorni fa quando un carico di materiale ferroso (derivante dalle operazioni  di demolizione della Centrale Nucleare di Sessa Aurunca), proveniente dal deposito di Cellole arriva presso una fonderia di Brescia. Qui le analisi individuano un manufatto in ferro – di circa 3 kg – positivo al Radio226.
Scatta l’allarme, la Procura di Brescia indaga e investe della vicenda la Procura di Santa Maria Capua Vetere, competente per la provenienza del materiale. I carabinieri di Sessa Aurunca – agli ordini del capitano Fedele – individuano nel deposito in questione, ubicato lungo la Domitiana, un ulteriore residuo di quel manufatto in ferro. I pochi grammi di materiale radioattivo vendono sigillati, messi in sicurezza e sequestrati. La Sogin avrebbe disconosciuto il materiale in quanto si tratterebbe di un vecchio parafulmine non di loro proprietà. Tocca ora alla Procura chiarire chi ha “infilato” quel parafulmine in quel carico.

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