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TEANO – ITINERARIO DI VISITA DEI BENI CULTURALI, PERSI 300.000 EURO. DI BENEDETTO: ASSURDO, ORA SONO IO SOTTO ACCUSA

TEANO – Itinerario di visita dei beni culturali, il municipio ha perso il finanziamento di 300mila euro. Il sindaco Nicola Di Benedetto espone l’intera vicenda in un post affidato al social. Emerge, dal racconto del sindaco, che la “casta della burocrazia” è il vero cancro della nazione. Servirebbe un sistema americano che prevede, ad ogni elezione amministrativa dei vari enti locali, oltre il rinnovo degli amministratori, anche dei funzionari e dirigenti. In un mondo dove il posto fisso non è più garantito e dove si chiede la massima efficienza in ogni attività, è medioevale mantenere ancora tanti privilegi ai pubblici impiegati. Un concetto generale, chiaramente.

Il documento di Nicola Di Benedetto:
“Ricordo che ad agosto del 2013 questa Amministrazione ottenne un finanziamento europeo dalla Regione Campania, di circa €. 300.000,00, per la realizzazione di una serie di itinerari turistici cittadini di visita dei nostri beni culturali. Il tutto comprendeva anche una riqualificazione degli spazi espositivi del Museo e il completamento di alcune porzioni di scavo nel nostro teatro. Il tutto condito da un evento di inaugurazione suggestivo e particolare. Lavorammo in sinergia con la Soprintendenza e ricevemmo i complimenti dei valutatori regionali. Purtroppo come noto non bastarono 10 mesi ai nostri uffici per concretizzare quanto progettato. A giugno del 2014 inviai una lettera chiara ed inequivoca agli uffici, preannunciando cosa avrei fatto in caso di insuccesso burocratico. Risultato: finanziamento revocato. Con l’ufficialità della revoca avutasi lo scorso mese di luglio, ho scritto agli uffici competenti per avviare le procedure sanzionatorie nei confronti dei responsabili e nel contempo ho chiesto di valutare se sussistessero anche le condizioni legali per intentare una causa civile per danno all’immagine (per chi è interessato, la lettera è visibile qui di seguito). Risultato: secondo i miei uffici non c’è danno all’immagine, non c’è alcuna responsabilità e quindi non può essere avviato alcun procedimento sanzionatorio. Anzi per meglio dire: l’unico responsabile è il Sindaco che ha “demansionato” chi avrebbe dovuto fare. Risultato: ho dovuto contattare un avvocato per un consiglio legale e per difendermi da chi dovrebbe essere al mio fianco per cercare di realizzare quanto promesso agli elettori. Tutto finito? No. In assenza di un’iniziativa di chi, secondo me, doveva fare e non ha fatto, provvederò io stesso a relazionare per iscritto alla mia Giunta sui fatti accaduti e a proporre l’invio degli atti alla Corte dei Conti … naturalmente con allegato il parere che mi è stato “gentilmente” reso. Situazione assurda ma chiaramente rappresentativa di questi due anni e mezzo di tiro al piccione. Intanto il Comune, quindi i cittadini, dovrà pagare comunque, con grande probabilità, i progettisti.

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