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TEANO – Amministrazione, Di Benedetto ai “traditori”: mi fa paura lo spettro di Amministratori che vorrebbero essere “nuovi” ma non hanno la voglia e la maturità per diventarlo

TEANO – Nicola Di benedetto, sindaco della città, interviene sulla questione delle elezioni provinciali. E’ un intervento duro, quello della fascia tricolore che sembra annunciare anche imminenti azioni a tutela della buona amministrazione. L’indice di Di Benedetto sembra puntanto contro chi non vuole “maturare”. “… Ora bisogna riflettere e valutare con lucidità i fatti accaduti e individuare la migliore soluzione possibile per la nostra comunità, consci che non si è trattato di un episodio ma di un nuovo capitolo di un film purtroppo già visto. Gli spauracchi di un commissariamento o di un possibile ritorno al passato sono niente rispetto allo spettro di Amministratori che vorrebbero essere “nuovi” ma non hanno la voglia e la maturità per diventarlo, che si accontentano di un finto rinnovamento fatto di sole facce nuove e non di metodi diversi”. Questo il passaggio fondamentale scritto dalla fascia e affidato a Facebook.

Il documento:
QUALE FUTURO? – Bisognava rispettare l’Istituzione, approvando prima il bilancio consuntivo e deliberando poi il riaccertamento straordinario dei residui. Adempimenti gravosi che la maggioranza ha votato all’unanimità sia in Consiglio che in Giunta.
Ora però qualche riflessione, penso, mi sia permessa.
L’Amministrazione, e non io, ha candidato alla Provincia uno dei suoi esponenti più autorevoli.
Io non ho imposto alcunché a nessuno: questo modo di fare non mi appartiene e non rientra tra le regole basilari a cui ogni uomo “politico”, penso, debba attenersi.
Io non ho tradito alcun patto o promessa elettorale, perché sono abituato a valutare, forse sbagliando, ciò che al momento è reale o possibile e non ciò che appartiene costantemente alla sfera dei sogni o delle fantasie. Fino all’ultimo è stata concessa, a chi l’ha rivendicata, la possibilità di essere concreti, ma il fumo si è dissolto mostrando il niente.
Io non ho brigato per favorire qualcuno a scapito di altri. Io non ho incontrato nessun esponente politico provinciale o regionale prima della scelta o per favorire una scelta.
L’Amministrazione non ha deciso di posizionarsi stabilmente nel centrodestra, tradendo la sua vocazione civica. Noi rimaniamo fedeli alle nostre origini. In noi convivono da sempre diverse idee o convinzioni politiche: questa ricchezza non è stata annullata.
L’Amministrazione ha, invece, dovuto adeguarsi ad un nuovo sistema elettorale che premia solo la “politica dei partiti”. Certo poteva teoricamente rimanere a guardare, lavandosene le mani. È stata una scelta: dura e sofferta, ma condivisa. Il presupposto di tale scelta era quello della compattezza, dell’unità e aveva come unica motivazione quella di tentare di difendere gli interessi della nostra comunità e non certamente quella di promuovere l’ascesa partitica di un singolo.
Nessuno dei componenti della maggioranza ha assunto e comunicato, con chiarezza e perentorietà, il proprio dissenso al gruppo. Poco conta che affermazioni diverse o risibili distinguo si facciano davanti ad un bar, per la strada, nel chiuso di qualche stanza o con pizzini recapitati a redazioni giornalistiche. Questa Amministrazione assume le sue decisioni nelle sedi istituzionali: la stanza del Sindaco è l’unico luogo dove la maggioranza esercita la democrazia interna, dove l’eventuale dissenso si esprime, dove tutti i componenti eletti possono discutere e confrontarsi anche con durezza ma sempre con lealtà.  Nonostante tutto ciò, l’esito non è stato edificante. Il risultato è stato negativo e, cosa ancora più grave, il “gruppo” è stato colpito duramente per il modo con cui i fatti si sono svolti. Il primo responsabile sono io e chiedo scusa a quelli che, per una ragione o l’altra, si sentono traditi.
Ma la serietà che abbiamo promesso alla gente ci impone di non concludere con un conveniente “volemose bene” e far finta ancora una volta che nulla sia successo. Ora bisogna riflettere e valutare con lucidità i fatti accaduti e individuare la migliore soluzione possibile per la nostra comunità, consci che non si è trattato di un episodio ma di un nuovo capitolo di un film purtroppo già visto. Gli spauracchi di un commissariamento o di un possibile ritorno al passato sono niente rispetto allo spettro di Amministratori che vorrebbero essere “nuovi” ma non hanno la voglia e la maturità per diventarlo, che si accontentano di un finto rinnovamento fatto di sole facce nuove e non di metodi diversi.
Per capire la criticità del momento, mi riporto a ciò che ho detto l’altra sera in Consiglio comunale: questa maggioranza non è mai stata contro la Politica, valore troppo importante per essere deriso e sbeffeggiato, ma contro il “far politica”, come interesse di parte o ambizione personale. Se questo dogma qualcuno, o più di uno, intende continuare a non professarlo più, c’è poco o forse niente più da discutere.

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