Pignataro Maggiore – Il “sistema” Zannini scricchiola e potrebbe produrre le prime “vittime”. Così le figure che maggiormente sembrano aver “alimentato” lo stesso sistema di potere messo in campo dal “pescatore” di Mondragone, potrebbero finire nelle maglie della giustizia. Ed è innegabile che Magliocca e Zannini sono stati per lungo tempo “culo e camicia”. La procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha richiesto l’arresto per l’ex presidente dell’amministrazione provinciale, ed ex sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca. La vicenda è quella degli appalti truccati al comune di Pignataro Maggiore e nello stesso ente Provincia.
Il giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta di arresto, evidentemente ritenendo che le dimissioni dell’indagato da tutti gli incarichi amministrativi abbiano fatto venir meno le esigenze cautelari. Magliocca aveva lasciato i suoi ruoli nel novembre 2024, dimettendosi sia dalla carica di sindaco di Pignataro Maggiore sia da quella di presidente della Provincia di Caserta.
La Procura, guidata da Pierpaolo Bruni, ha comunque impugnato il provvedimento, presentando ricorso al Riesame presso il tribunale di Napoli, chiamato a pronunciarsi in funzione di giudice d’appello sulla richiesta di misura cautelare.
Nella stessa inchiesta, il pubblico ministero Giacomo Urbano ha chiesto misure cautelari anche per altre tre persone: Cosimo Rosato, 58 anni, di Marcianise; Alfonso Valente, 56 anni, anch’egli di Marcianise e allenatore di calcio; e l’imprenditore Gianpaolo Benedetti, 43 anni, residente a Quarto.
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