MONDRAGONE – Un nuovo ciclone giudiziario si abbatte sul consigliere regionale più votato di tutti. L’inchiesta, dalle poche carte che siamo riusciti a leggere, mette in luce un sistema ben rodato per canalizzare voti nella direzione voluta da Giovanni Zannini. Nel caso specifico il consigliere di Mondragone è impegnato a far eleggere Pasquale Marrandino a sindaco di Castel Volturno. La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere cristallizza i fatti in data 16 giugno 2024 – cioè pochi giorni prima del ballottaggio che consegnò la fascia tricolore all’attuale sindaco di Castel Volturno Marrandino – all’interno dell’Hotel Sinuessa di Mondragone dove gli investigatori, probabilmente, avevano piazzato telecamere e strumenti idonee alle indagini. Così immortalarono l’incontro fra Giovanni Zannini, Pasquale Marrandino, Vincenzo Caterino, e l’imprenditore Luca Pagano; durante l’incontro Zannini attraverso Vincenzo Caterino (sindaco di San Cipriano d’Aversa e presidente della GISEC (società che la gestione del ciclo integrato dei rifiuti nella provincia di Caserta con socio unico l’ente Provincia di Caserta) propongono all’imprenditore Pagano di aiutare Marrandino. In cambio offrono una commessa nel comune di Mondragone o di un ditta collegata al “sistema” Zannini. Inoltre offrono all’imprenditore il fitto di un piazzale con uffici come deposito di mezzi della nettezza urbana, in Falciano del Massico. Ancora, offrono a pagano un incarico politico per la figlia Rosa. Tutte utilità a cui Pagano dice “no”. E’ un esempio chiarissimo della rete di potere costruita da Zannini retta su persone telecomandate, disposte sempre ad assecondare il volere del consigliere regionale.
Ma c’è chi dice “no”, per fortuna. C’è ancora chi riesce a camminare con la schiena dritta e testa alta mentre tutti intorno affondano nella cacca.
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