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Economia, come investono i giovani italiani?

Poca conoscenza, spesso frammentaria e sbagliata, ma una propensione al risparmio e all’investimento che non possono essere gettati al vento. I giovani italiani che si affacciano al mondo dell’economia lo fanno senza basi solide e soprattutto con meno disponibilità economica rispetto ai loro genitori o alle passate generazioni. Per questo è fondamentale razionalizzare e commettere meno errori possibili.

A offrire questa fotografia della situazione economica italiana è l’ultima indagine condotta da Nomisma, dal titolo “Gen Z e consapevolezza finanziaria tra digitale, tecnologia e new economy”. Tra i risultati più interessanti c’è proprio quello di aver messo in evidenza la confusione e la frammentarietà delle competenze per quanto riguarda l’educazione finanziaria: solo 6 under 25 su 10 sanno spiegare cos’è un mutuo, solo il 10% conosce gli ESG ma soprattutto il 17% si definisce investitore ma lo fa senza valutare i rischi.

Per cambiare lo scenario, allora, serve partire dalla base. Anche per quanto riguarda gli investimenti. Partiamo ad esempio dai consigli contenuti in questa guida su come investire 100 euro. Iniziare a entrare nel mondo della finanza è infatti molto difficile, serve allora muovere piccoli passi, per provare a capire cosa ci circonda, per sbagliare senza paura di perdere grandi cifre, per sperimentare e per farsi le ossa. Tra i trend di mercato più gettonati ci sono le azioni, tra le più classiche delle tipologie di investimento, oppure gli ETF, che consentono di diversificare in maniera vantaggiosa, oppure il crowdfunding, i BTP, i Buoni Fruttiferi Postali, i Conti deposito e il trading online. Un’altra idea adatta soprattutto ai portafogli più giovani è quella dei Piani di Accumulo Capitale, che ovviamente partendo da 100 euro non garantiranno subito rendimenti da capogiro, ma attraverso perseveranza, costanza e dedizione consentono di mettere da parte un bel gruzzoletto.

Il grande problema della Gen Z, infatti, è la scarsa disponibilità economica. 8 ragazzi su 10 sono riusciti a mettere da parte, negli ultimi 12 mesi, appena 850 euro. Una cifra che arriva per il 57% dei casi dalla busta paga, oppure da regali (37%) o da soldi dei genitori (32%). Ma è un’altra percentuale a destare preoccupazione: 7 ragazzi su 10 dicono di non avere denaro a sufficienza per coprire le spese, mettendo in evidenza una grande difficoltà alla gestione consapevole tra equilibrio delle risorse a disposizione e uscite. Per invertire il trend, insomma, si deve partire da qui. Da un’educazione finanziaria vasta e articolata, che inizi a scuola e accompagni il ragazzo nel corso della crescita. Ma anche da riforme sul mondo del lavoro, sul salario minimo e sugli standard di retribuzione.

Solo così i giovani si potranno affacciare con più fiducia al mondo della finanza. Con più fiducia e anche con più disponibilità.

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