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Pignataro Maggiore / Caserta – Rossella + 5: una triste storia. Quando il sindacato abdica al suo ruolo e diventa “carnefice” dei lavoratori che dovrebbe difendere

Pignataro Maggiore / Caserta – Rossella Borrelli, (ormai) ex dipendente degli RLST di Caserta, una associazione ad emanazione sindacale. Fillea CGIL, Filca CISL, Feneal UIL, settore edilizia, che si occupa da circa venti anni di sicurezza nei cantieri edili, è una dei sei lavoratori che si è vista recapitare a mezzo mail, la lettera di licenziamento a seguito dello scioglimento dell’Associazione suddetta. Questa associazione ad oggi vantava un bilancio positivo di circa 800.000€, e un incremento di cantieri sul territorio abbastanza elevato. Ragion per cui, quale sarebbe la motivazione di questi licenziamenti, fatti tra l’altro, dal sindacato?
Per più di un anno e mezzo abbiamo chiesto incontri di chiarimento e trattativa con i rappresentanti sindacali in questione, nelle persone di Irene Velotti, segretaria provinciale della Fillea cgil, Antonio Cirillo, segretario provinciale Feneal Uil e Franco Pirchio, segretario provinciale Filca CISL. Non sono mai e dico mai stati disponibili ad intavolare una discussione con i lavoratori. Se questo è il sindacato!
Ho militato per ben 25 anni in CGIL, appena ho posto questo problema politico, a tutti i livelli, provinciale, regionale ( nella persona di Vincenzo Maio segretario regionale Fillea CGIL) e nazionale ( nella persona di Alessandro Genovesi, segretario nazionale della Fillea CGIL) , ho subito minacce, ritorsioni, prevaricazione, atteggiamento di protervia ed intimidazione, più mobbing di ogni tipo, fino ad essere cacciata definitivamente da tutti gli organismi dirigenziali.
Abbiamo cercato di coinvolgere le confederazioni nazionali, regionali e provinciali di CGIL CISL E UIL, che non hanno mai risposto.
L’unico contatto che abbiamo avuto con le categorie che hanno materialmente eseguito il licenziamento è stato alla fine di luglio, (il licenziamento è avvenuto a maggio!) tramite i loro legali ed in quel frangente gli avvocati delle categorie sindacali di fillea cgil, filca cisl, e feneal uil, nello specifico cantieri edili hanno fatto un timido tentativo di intavolare una trattativa risarcitoria (ammettendo così che questo licenziamento è totalmente illegittimo), almeno economica.
Dopo aver inviato le nostre richieste, ci è stato detto di attendere al 28 agosto per avere una risposta, all’ 11/12 settembre abbiamo dovuto sollecitare una risposta, che è arrivata nei giorni successivi e che ci ha visto negare ogni possibilità di trattativa.
Un dialogo che si è spento con lo spegnersi di questa torrida estate, senza nessuno spiraglio, i sindacati ci hanno completamente ignorato!
Non abbiamo né tutela né diritti.
Ci rimane un’unica strada: il ricorso!
E’ Vergognoso che nessuno abbia alzato un dito o detto una sola parola per difendere le nostre posizioni.
In un momento storico così delicato, non solo il SINDACATO LICENZIA i propri lavoratori (tra l’altro pare che ormai sia diventata una pratica comune), ma lascia sguarnito un territorio della figura degli RLST, obbligatoria per legge, che si occupava di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro, nello specifico cantieri edili.
Noi intanto continuiamo a vedere e sentire di morti sul lavoro accompagnati da slogan e manifestazioni dagli stessi che hanno smantellato un baluardo della prevenzione e sicurezza a Caserta. Un territorio difficile e un lavoro che ci è costato anche minacce e paure per la nostra incolumità.
Con quale credibilità ora si possono sbandierare presunti principi di tutela e diritti, se i lavoratori direttamente gestiti dl sindacato vengono trattati in questo modo?
Se si abusa di un potere temporaneo distruggendo la vita, i sogni e le aspettative delle persone, giustificandolo con una non ben identificata ragione poitica, come si può raccontare agli altri lavoratori che avranno in loro tutela e diritti?
In ultima analisi, dopo tentativi di ogni tipo, abbiamo cercato di parlare con il segretario nazionale della CGIL Landini, presente il 29 settembre alla festa provinciale dell’organizzazione.
Lì, si è consumata la pagina più vergognosa di cui si potesse macchiare il sindacato: Spintoni e strattonamenti e mani addosso per non farmi arrivare a parlare con il segretario. Ma questo sarebbe di rilevanza alcuna, se non fosse che il segretario Landini, a parte che non ha detto una parola in mia difesa, oltretutto, invece di ascoltare ciò che avevo da dire, continuava a preoccuparsi dei telefoni che riprendevano la scena. Io relegata dietro ad una transenna, per questioni di sicurezza, mi hanno detto!
Cosa mai avrei potuto fare? io militante storica della CGIL… Quanta amarezza!

 

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