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l'assassino Gianluca Sangiorgio (a sx), Roberto Fusciello (a dx)

CELLOLE – Roberto ucciso con una testata: le terribili parole della figlia dell’assassino.

CELLOLE – “Se non fosse morto fra le ‘mani’ di mio padre, moriva in altre mani”. Lo scrive la figlia di Gianluca Sangiorgio – l’uomo che una settimana fa ha ucciso a botte Roberto Fusciello. Sono parole terribili quelle della ragazzina, soprattutto perché dette proprio da una giovanissima, che attraverso i social si scaglia contro coloro che “osano” accusare il padre, contro coloro che chiedono una pena esemplare per l’assassino. La ragazza cerca in ogni modo di giustifica l’accaduto spiegando che il padre sarebbe stato provocato. Giuseppe, a commento di uno dei tanti articoli nati dalla tragica vicenda, riferendosi all’assassino scrive: “spero che lo rinchiudano e buttino la chiave”. La risposta della ragazzina non si fa attendere: “io spero che tu soffra come stiamo soffrendo noi”. Scorrendo gli articoli sulla tragica morte di Roberto Fusciello, postati sui social, si leggono tantissimi commenti; alcuni sono davvero sconcertanti perché mostrano un forte degrado sociale e culturale. In tale contesto arriva, per fortuna, il commento di Mimmo che tenta di scuotere le coscienze: “Una cosa che mi ha colpito molto, è stata l’equidistanza che in occasione di una di queste tragedie, molte persone riuscivano a tenere sul social rispetto ai due protagonisti: il presunto assassino e la vittima. Non entro nel merito delle responsabilità e dell’eventuale condanna, valuteranno i giudici, ma vista la disparità tra la morte dell’uno e le responsabilità dell’altro, mi sarei aspettato un atteggiamento diverso, più rispettoso della fine di una vita, più dalla parte della tutela della vita. Inoltre, il paese deve reagire a questi atti violenti. Le istituzioni devono (!) pubblicamente condannare gli episodi di violenza, i cittadini dovrebbero scendere in piazza e pacificamente sfilare contro questa violenza, in modo fermo e deciso. Il paese, volente o nolente, deve fare i conti con l’atmosfera sinistra che questi episodi hanno gettato sulla comunità. Sinceramente, pur comprendendo le responsabilità dei singoli, non riesco a non provare un certo disagio nel passare nei posti teatro di queste tragedie”.

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