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I LUPI ATTACCANO LE CAPRE DI MARIO, L’APPELLO: AIUTATEMI A RIPRENDERLE. LA STORIA DI BIONDINA

Castello del Matese – Alcuni giorni fa un branco di lupi ha attaccato il gregge di Mario Maddalena. I lupi hanno agito nella meravigliosa valle Orsara, nel cuore del Matese. Alcune capre sono state uccise, qualcuna ferita, altre sono fuggite e si sono rifugiate in zone impervie dove difficilmente altri animali possono andare e dove anche l’uomo trova difficoltà a salire.  Mario Maddalena è un imprenditore agricolo che ha creato un caseificio molto apprezzato per la bontà e la genuinità dei prodotti.
Per ritrovare la parte di gregge scampato all’attacco dei lupi, Mario ha lanciato un appello per il Recupero delle caprette è assolutamente essenziale l’apporto di personale specializzato. La montagna è un ambiente impegnativo e potenzialmente pericoloso, e la situazione richiede conoscenze specifiche e abilità tecniche per garantire che le operazioni di ricerca e recupero procedano in modo sicuro ed efficace. Da quando un branco di lupi ha assalito il suo gregge, Mario e una squadra di volontari si sono dedicati instancabilmente alla ricerca delle caprette disperse. L’appello alla solidarietà è stato ascoltato da molti, ma le operazioni di recupero richiedono ancora un sostegno essenziale. L’aiuto di volontari esperti in montagna, soccorso alpino e scalatori è cruciale. La conoscenza del territorio e delle tecniche di ricerca in montagna è essenziale per accedere alle zone più remote. L’utilizzo di elicotteri potrebbe velocizzare la ricerca. L’ausilio aereo permette di coprire ampie aree in tempi ridotti, aumentando le possibilità di individuare le caprette.

La storia di Biondina:
Con Mario, nella sua azienda, è rimasta Biondina, la capretta bianca, diventata un simbolo di resilienza e forza in questa drammatica vicenda. Dopo essere stata vittima dell’attacco dei lupi, Biondina ha dovuto affrontare le sue ferite e cicatrici, ma il suo spirito indomito e la cura amorevole di Mario Maddalena l’hanno portata verso la guarigione. Il nome “Biondina” riflette sia la sua pelliccia chiara che la sua determinazione a sopravvivere, nonostante le paure e le sfide che ha dovuto affrontare. La storia di Biondina è un esempio vivido di come la forza e la speranza possano emergere anche nei momenti più oscuri della vita in montagna. La sua testimonianza ci ricorda l’importanza di proteggere e valorizzare la vita selvatica e l’ambiente naturale che sono così preziosi per la nostra comunità.

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