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 (fonte Unsplash) Identità digitale: tra SPID e CIE

Italia sempre più digitale grazie allo SPID e alla CIE: dove usarli e nuove funzionalità attive

Da quando è entrato nella nostra quotidianità ne abbiamo sentito parlare moltissimo dappertutto, sui giornali, alle poste, dal commercialista. Lo SPID è l’acronimo di Sistema Pubblico di Identità Digitale e nasce per poter digitalizzare e semplificare moltissime attività amministrative e fiscali che finora potevamo compiere solo con procedure più lunghe e impegnative. L’obiettivo è quello di facilitare la fruizione di servizi pubblici tramite l’esperienza digitale per risparmiare tempo, risorse e ottimizzare i risultati, tutelando la privacy dei dati personali.

SPID: uno strumento gratuito per semplificare la quotidianità

Nonostante tutte le critiche ricevute per la complicazione d’uso e i problemi di funzionamento, lo SPID ha facilitato senza dubbio moltissime attività. Il problema degli strumenti nuovi è che all’inizio portano scompiglio e attraggono facilmente le critiche di chi non si sforza di capirne il funzionamento. Ma lo SPID è stata una vera rivoluzione digitale per il nostro antico sistema amministrativo, ma in realtà anche per un’innumerevole varietà di attività quotidiane. Con questo strumento si possono, ad esempio, iscrivere i figli a scuola, prenotare una visita in ospedale, verificare la propria pensione, presentare la dichiarazione precompilata sul sito dell’Agenzia delle Entrate, registrare un contratto, eccetera. Ma, a parte semplificare alcune pratiche burocratiche, facilita anche attività divertenti come il gioco online tramite i casinò con registrazione SPID, così da evitare errori nella compilazione manuale, in un comparto nel quale è importante la correttezza dei dati e, soprattutto, l’attestazione comprovata della maggiore età.

Tutto questo non ha nessun costo, in quanto lo SPID può essere richiesto gratuitamente da tutte le persone maggiorenni con:

  • un documento d’identità valido;
  • la tessera sanitaria con codice fiscale;
  • un indirizzo e-mail valido;
  • un numero di telefono attivo.

Per richiederlo è sufficiente registrarsi a uno dei provider autorizzati ad emettere il codice:

  • Aruba PEC 
  • Te.S.A. 
  •      InfoCert 
  •      Lepida 
  •      Namirial 
  •      Poste Italiane
  •      Register    
  •      Sielte    
  •      TI Trust Technologies
  • TeamSystem S.p.A.

Una volta scelto il provider, va seguita la procedura che richiede la conferma d’identità tramite il riconoscimento facciale.
Conclusa la procedura, l’identità SPID può essere utilizzata per accedere a molti enti e amministrazioni.
In alcuni casi, lo SPID è andato a sostituire altri codici del sistema amministrativo che erano di difficile gestione, come il PIN dell’INPS che non viene più rilasciato dall’Ottobre del 2020.

SPID e CIE: differenze e novità

Ultimamente si è sentito parlare di grandi cambiamenti che avrebbero riguardato l’uso dello SPID e della CIE; quindi, vediamo insieme la differenza fra i due strumenti e le novità che li vedranno coinvolti.   Per chi non lo sapesse, la CIE – Carta d’Identità Elettronica – è molto più di una carta d’identità e permette di svolgere diverse pratiche amministrative tramite un microchip che funziona contactless, proprio come una carta di pagamento.

Può essere richiesta da qualunque cittadino, in caso di scadenza, smarrimento, furto o danneggiamento della propria carta d’identità cartacea al proprio comune di residenza per il costo di 22,21 euro totali. La grande notizia è che la CIE e lo SPID, finora strumenti distinti e diversi, diventeranno un unico, nuovo tool che permetterà di riunire in un’unica identità digitale tutte le informazioni personali di ogni individuo sul territorio nazionale.

Il nuovo strumento non è ancora attivo, ma dovrebbe esserlo per il 2024 e sembra che si chiamerà Idn: Identità digitale nazionale.  La nuova Idn funzionerà tramite app per smartphone come un wallet che riunisce in un unico luogo diverse carte di pagamento.  Il nodo da sciogliere è capire se verrà utilizzata l’app IO, nata per esigenze pandemiche, come piattaforma per unificare questa nuova identità digitale unica.

Carta d’Identità Elettronica al posto dello SPID?

Mentre le autorità cercano la soluzione migliore per creare l’Idn, la CIE cambia ruolo e diventa un sostitutivo a tutti gli effetti dello SPID.  Dal 27 Marzo 2023, infatti, con la CIE è possibile accedere a tutti i servizi prima riservati allo SPID. Ciò significa che tutti i cittadini in possesso della CIE possono accedere ai servizi online da qualsiasi dispositivo, attivando uno username e una password dal sito dedicato o dall’App CieID.
I livelli di sicurezza sono di 3 tipi e vanno dal semplice inserimento di username e password del livello 1, all’inserimento di un codice OTP per i livelli successivi.
Una volta effettuata la registrazione e inseriti i dati è possibile utilizzare la CIE per tutte le attività che possono essere svolte con SPID come accedere ai propri fascicoli amministrativi, firmare tramite firma elettronica avanzata, entrare in portali della Pubblica Amministrazione e accedere a informazioni per cui prima ci si doveva recare presso uffici fisici.

La validità della CIE corrisponde a quella delle classiche carte d’identità ed è quindi di molto superiore a quella dello SPID (valenza 2 anni):

  • 3 anni dalla data di emissione per i minori che hanno età inferiore a 3 anni;
  • 5 anni dalla data di emissione per i minori con un’età compresa tra i 3 e i 18 anni;
  • 9 anni più i giorni intercorrenti fra la data della richiesta e la data di nascita per tutti i maggiorenni.

In caso non si possano rilasciare le impronte digitali richieste, la CIE ha validità di 12 mesi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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