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Persone scomparse in Campania, numeri impressionanti: 850 solo nel 2022

Nel 2022 in Campania sono state 1.888 le denunce di persone scomparse, il 7.75% del totale in Italia, terzo dato assoluto. La percentuale di ritrovamento è del 55.14%, superiore alla media nazionale (49.94%), e riguarda 1041 soggetti rintracciati. All’appello ne mancano 847, che negli ultimi 10 anni diventano 2058, tutti finiti nel nulla. Le cifre sono nella XXVIII Relazione sull’attività dell’Ufficio del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, il prefetto Antonino Bella. Il documento, a livello generale, denuncia un aumento nell’ultimo anno di cittadini spariti dal proprio domicilio. A preoccupare è la crescita del dato tra i minori. In particolare, per i più piccoli, tra gli stranieri, spesso giunti in Italia da soli. In Campania, l’anno scorso è stata la provincia di Napoli (38,56%) a registrare il maggior numero di denunce: 728. E se 487 sono i ritrovati, per 241 non si sono più avute notizie. Nelle altre province, a Salerno (24,26% di denunce), restano da ritrovare 261 persone su 458; a Caserta (19,70%) se ne cercano 166 su 372 scomparse; ad Avellino (9,96%) 99 su 188; a Benevento (7,52%) 80 su 142.
“Il numero di persone scomparse è nettamente in crescita e questo un po’ ci spaventa – dichiara Emanuela Zuccagnoli, segretario nazionale di Penelope Italia, associazione che da 20 anni si occupa di questo tema -. C’è stato un effetto lockdown, perché con la chiusura del 2020 c’era stata una flessione notevole di denunce, persone scomparse e ritrovate”.  Oltre all’elevato numero di bambini migranti, di cui si perdono spesso le tracce, “c’è anche – aggiunge Zuccagnoli – un netto aumento degli allontanamenti di adolescenti di 15-16 anni, soprattutto maschi”.  Anche qui c’entra il lockdown, il quale “ha stravolto i comportamenti dei giovani, che sono molto più chiusi, c’è un fenomeno di bullismo e di violenza, oltre che di solitudine”. E poi “l’altra percentuale a preoccuparci sono le persone sopra i 65 anni con disturbi psicologici o neuro degenerativi, come l’Alzheimer”. Il segretario dell’associazione sottolinea: “Il fenomeno degli scomparsi non finirà domani, è un fenomeno sociale ancora non percepito come tale. L’ufficio del commissario quest’anno ha approvato tantissimi protocolli, e si spera possano portare a una maggiore sensibilizzazione e conoscenza. Il non conoscerle è fonte di problematiche, anzitutto per i familiari di chi scompare”. Tuttavia, “abbiamo il cruccio di veder cambiare ogni anno il commissario straordinario”.  L’allarme, prima di tutto, suona per i minori stranieri non accompagnati. Anche perché sullo sfondo si staglia l’ombra dello sfruttamento della prostituzione, o del traffico criminale di organi. “Già anni fa – ricorda Annalisa Lo Console, vicepresidente di Penelope Italia – abbiamo proposto l’immediata identificazione, all’arrivo nel nostro Paese, per questa categoria di scomparsi, i cui numeri sono impressionanti. A parte le impronte digitali, ci sono altre tecnologie non invasive, come la lettura dell’iride, modalità da inserire nelle banche dati per ricondurre alla stessa persona nel momento in cui viene rintracciata, o comunque non viene rintracciata, e quindi quella persona è realmente da ritrovare”. Così si potrebbero “controllare eventuali traffici a danno dei minori, spero che prima o poi si accolga la nostra proposta, perché le stesse forze dell’ordine sono in difficoltà”.

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