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Riardo / Pietramelara / Teano – Delitto Compagnone, chi ha messo le cartucce nel fucile? La verità dalle impronte

Riardo / Pietramelara / Teano – Le tracce biologiche trovate sul fucile e sulle cartucce saranno paragonate con il materiale genetico di Vicol Ciprian; materiale genetico che gli investigatori avrebbero trovato, repertato e acquisito, da un bicchiere presente nella casa di via Cucolo, bicchiere dal quale il 23enne Modavo bevve quella tragica notte, poco prima del delitto.
Il padre di Francesca Compagnone sostiene che le armi erano scariche e con la sicura inserita. Lui, l’indagato, continua ad affermare di nona ver caricato il fucile. Chi dice il vero?
Saranno proprio gli esami tecnici chiesti dalla Procura, soprattutto attraverso le impronte digitali, ha chiarire chi materialmente ha inserito quella cartuccia all’interno dell’arma.
Questo tipo di esame non è l’unico disposto dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere; anche altre verifiche saranno eseguite nei prossimi giorni. Gli accertamenti saranno svolti dal personale del Ra.CIS, Carabinieri di Roma. L’accusa, nei confronti di Vicol, è pesantissima: omicidio volontario aggravato da aver commesso il fatto contro persona cui era legato da stabile relazione affettiva. Lui continua a negare: nega la volontarietà del delitto e nega pure la “stabile relazione affettiva”.

 

 

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