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foto di repertorio

Pignataro Maggiore / Camigliano – Morta per malasanità: due medici sotto processo

Pignataro Maggiore / Camigliano – Si è svolta oggi l’udienza preliminare a carico di due medici accusati della morte di Maria Lombone, una donna dell’Agro Caleno. La Pubblica accusa ha chiesto al giudice il rinvio a giudizio dei due imputati; i due figli di Maria, attraverso i loro legali, si sono costituti parte civile.  Il giudice si è riservato sulla decisione che sarà resa nota nei prossimi giorni.  Davanti al giudice di saranno Francesco Puorto, 60 anni di San Marcellino e Alessandro Lenta 44enne di Napoli. Sono accusati, quali chirurghi in servizio presso il Presidio Ospedaliero “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, “per colpa consistita in negligenza, imprudenza ed imperizia, nell’esercizio della loro professione sanitaria, e segnatamente a causa di un significativo ritardo terapeutico nonostante la presenza nella persona offesa di tutti gli elementi diagnostici di occlusione intestinale utili per porre indicazione chirurgica – ed in particolare di quelli clinici, in violazione della corretta prassi medico chirurgica e delle linee guida nazionali ed internazionali che avrebbero consigliato un intervento in tempi contenuti (nello specifico entro 72 ore dall’esordio dei sintomi) per evitare una maggiore compromissione sistemica oltre che locale, Puorto dimettendo la paziente in data 28.07.2019 (in assenza di un approfondimento strumentale per immagini di II livello) e LENTA non ravvedendo urgenze nel quadro, pur con TAC positiva per occlusione e intensa leucocitosi neutrofìla. ma rinviando il controllo della paziente al peggioramento del quadro clinico (come indicato nella consulenza chirurgica a sua firma), condizionavano negativamente la situazione sino al decesso della donna. Morte avvenuta il 24 agosto 2019 per una “sindrome di insufficienza multiorganica (MOF) relativa a sepsi secondaria a peritonite per occlusione intestinale dovuta a stenosi flogistica da diverticolite del sigma”. Queste, in sostanza, le accuse della Procura ai due medici sulla vicenda che portò alla morte di Maria Lombone e portata alla luce dalla denuncia querela presentata dai familiari, contro alcuni medici dell’ospedale civile di Caserta che decisero, per ben tre volte, di non accettare il ricovero della donna. La rimandarono a casa nonostante avesse forti dolori addominali. Per ben tre volte rifiutarono il ricovero alla donna nonostante le suppliche del figlio. Il 27, il 28 e il 29 luglio del 2019 Andrea accompagnò sua madre, Lombone Maria, presso l’ospedale di Caserta. Per ben tre volte la donna dopo una breve visita fu rimandata a casa. Il giorno successivo, 30 luglio 2019, per l’aggravarsi delle sue condizioni generali, la 68enne fu ricoverata e sottoposta ad un delicato intervento chirurgico. Restò nell’ospedale circa un mese e poi, purtroppo, morì a causa dei danni prodotti dall’occlusione intestinale che aveva subito. Il figlio, Andrea, la cui difesa è affidata all’avvocato Vitaliano Canzano, chiede giustizia per la madre morta. Chiede ai giudici di sapere se la madre, attraverso un intervento tempestivo, poteva essere salvata

 

 

 

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