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Il covid19, l’isolamento ed ora la guerra. Ecco cosa fare per limitari i danni

Il 21 febbraio 2020 si registravano i primi casi di Covid-19 e da allora viviamo nella paura per un virus sconosciuto che ha travolto le nostre vite, e ci tiene costantemente in allerta per le innumerevoli varianti che di tanto in tanto spuntano fuori. A distanza di due anni, dopo numerose ondate e decine di migliaia di morti, ci ritroviamo a vivere un ulteriore sofferenza, le nostre vite sono infatti state nuovamente sconvolte e travolte dalla guerra fra Russia e Ucraina. La guerra non genera solo morte e distruzione, ma ferite psichiche smisurate che si tramandano nelle varie generazioni. Ritroviamo traumi non elaborati, angoscia, ansia, dove il convivere con disturbo post traumatico é la quotidianità. La guerra non si limita a togliere la vita ad innocenti, ma aggredisce e distrugge anche il pensiero di chi sopravvive e di chi prova a farsene una qualche minima ragione. Quindi in questo periodo storico così terrificante il bisogno di essere ascoltati ed accuditi cresce in modo esponenziale, accompagnato dalla stanchezza del vivere nell’incertezza, dove le emozioni prevalenti sono la rabbia, il disgusto, la disperazione, l’ipervigilanza, il senso di impotenza, il sentirsi emotivamente svuotati, sopraffatti e affaticati dal dolore, dove ormai la speranza di un futuro migliore è vana.  Tutto ciò associato a probabili disturbi d’ansia e dell’umore. Nonostante tutto la sofferenza psichica viene ancora costantemente sottovalutata, è assurdo. L’unica domanda da porci è quella di come possiamo affrontare gli effetti negativi sulla nostra psiche, causato dalla guerra e della pandemia?
Innanzitutto non dobbiamo eccedere nell’uso dei media, lasciandoci quindi alla spalle la ricerca spasmodica ed incontrollata di notizie, soprattutto attraverso i social network, perché ciò ci espone ad un flusso costante di immagini e notizie catastrofizzanti. Il desiderio di informazione deve essere regolarizzato, ad esempio una sana regola potrebbe essere quella di informarsi solo in alcuni orari del giorno e solo attraverso alcune finestre informative certe, senza lasciarsi travolgere negativamente dal flusso continuo di notizie.  Inoltre, bisogna focalizzarci sul presente e vivere la quotidianità, cercando di vivere in modalità minduflness senza giudicarci, prendersi del tempo per se stessi praticando sport o altre attività che sono per noi gratificanti e cercare di condividere le nostre emozioni con chi ci sentiamo emotivamente vicini. Per tutto il resto non possiamo fare altro che attendere che questo periodo orrendo finisca al più presto e si corra subito ai ripari.

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