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foto di repertorio

Pietramelara – Commercio di prodotti contraffatti: 250mila euro di affari, 200 persone sotto processo

Pietramelara – C’è anche una donna di Pietramelara coinvolta nell’operazione condotta dalla Procura della Repubblica contro il fenomeno del commercio di prodotti contraffatti. I fatti contestati alla signora pietramelarese, una 40enne, vanno dal 2015 al 2018. E’ accusata di frode in commercio perché, al fine di trarne profitto acquistava, riceveva o comunque si intrometteva nel far acquistare cose di provenienza delittuosa a lei nota per essere prodotti industriali con marchi contraffatti o con altri segni distintivi, nazionali o esteri, alterati e segnatamente, profumi, orologi, capi d’abbigliamento di marca “Converse”, “Nike”, “Colmar”, “Adidas”, “Napapuri, “Puma; “Armani Jeans”, “Saucony”, “Help”, “Hogan”, “Pyrex”, “0-Bag”, “Creed Aventus” “Flora Di Cucci, Louis Vuitton”, “Fendi”. Michael Kors”, “Prada”, “Liu-Jo”, “New Balance”, Woolrich”, “Ray-Ban”, Cucci, Armanì”,  Rolex”. Le persone coinvolte nella vicenda sono circa 200 e sono distribuiti in diverse regioni d’Italia. Il volume d’affari stimato è stato quantificato in circa 250mila euro. La prima udienza del processo si svolgerà, presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nella metà di questo mese di marzo 2022.
L’operazione condotta dal Pubblico Ministero Gerarda Cozzolino, mette in luce la forte attività delle bande criminali che operano nella falsificazione dei capi firmati. Un mercato difficile da stroncare non solo per la capacità delinquenziale di chi vi opera a livello di professionalità elevatissima, ma anche per l’enorme domanda di articoli con griffe false che viene dai cittadini – di varia estrazione sociale – disposti ad alimentare tale mercato illecito, forse persino nella inconsapevolezza del grave danno prodotto ad uno dei più fiorenti settori dell’economia nazionale. La crisi economica, poi, ha giocato a favore di chi fa di questa attività illecita un business di inimmaginabili proporzioni. Il fenomeno della contraffazione in Italia costituisce un vero e proprio sistema commerciale ed industriale che si sviluppa attraverso tutta una serie di canali di vendita e di distribuzione, nonché, a monte, di sofisticati centri di produzione e di ‘assemblaggio’. Si tratta, secondo le ultime risultanze derivanti dagli studi condotti da Confcommercio e Confindustria e sulla base di indagini eseguite dalla Guardia di Finanza, di una effettiva e concreta economia parallela che fattura in Italia circa 7 miliardi di euro e che sottrae all’Erario 5 miliardi, facendo perdere ben 130.000 posti di lavoro. Un danno economico rilevante che, visto il campo estremamente vasto della contraffazione – che va dai marchi agli alimenti passando per i farmaci -, non solo colpisce le tasche dei cittadini ma, molto spesso, anche la salute. E’ evidente come in Italia il ruolo della criminalità organizzata, anche di stampo mafioso, nell’attività di contraffazione, sia estremamente rilevante. Infatti, gran parte di quei 7 miliardi di euro vanno proprio ad alimentare in particolare i forzieri della Camorra

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