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I lati positivi della comunicazione tramite i social media ai tempi del Covid -19

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Citando Aristotele, nel primo libro della sua Politica definì l’uomo come un ‘animale politico’ (ζωον πολιτικόν), che tende per sua natura ad aggregarsi con altri individui e a costituirsi in società. Con il termine politico Aristotele sintetizzò una delle caratteristiche proprie dell’essere umano: il bisogno di confronto e di rapporto.  Partiamo dal bisogno di confronto e di rapporto, l’uomo ha l’esigenza di colmare tale bisogno, pertanto in epoca pandemica dove tutte le relazioni sono state interrotte si è assitito ad un trauma relazionale, il COVID-19 ha stravolto le vite di tutti noi, facendo ammalare milioni di persone, uccidendone tante altre e causando una vera devastazione sanitaria, economica, sociale e psicologica, la cui ampiezza è ancora tutta da determinare, dove la comunicazione, ha dovuto affrontare cambiamenti epocali: la gestione della crisi ha letteralmente aperto nuovi scenari comunicativi, soprattutto in ambito social, in termini di nuovi approcci, stili e contenuti. Ci sentiamo lanciati su un pianeta sconosciuto su cui non abbiamo punti di riferimento o appoggi, dove tutto è nuovo.
Dove anche le aziende, soprattutto quelle più piccole e che gestiscono autonomamente la propria comunicazione social, brancolano nel buio: alcune hanno completamente interrotto la comunicazione, altri hanno continuato a gestire le loro pagine come se niente fosse, altri hanno provato ad adeguarsi non opporsi al cambiamento  e tentare di trovare nuove strade comunicative. Tutto muta e si trasforma col passare del tempo, il cambiamento è una condizione naturale, intrinseca ed inevitabile per ogni organismo. Cambiare è difficile a volte. Cambiare non è impossibile, diciamo che richiede una certa energia, grande entusiasmo che in questo momento è difficile da riuscire a trovare, ma è essenziale, ed una volta raggiunta la meta si richiedono ulteriori sforzi per mantenere i risultati raggiunti e facilitare l’adattamento alla nuova situazione.  Riuscire ad incidere sul cambiamento anziché subirlo ci consente innanzitutto di acquisire una maggiore adattabilità alle situazioni di incertezza. Gestire il cambiamento significa anche acquisire consapevolezza che ciascuno di noi ha l’abilità e la possibilità di intervenire ed incidere nelle situazioni in cui si viene a trovare. I social media ci hanno dato e ci stanno dando la possibilità di  abbattere, virtualmente, le barriere imposte dal lockdown, sperimentando un nuovo modo di essere comunità. In questa epoca  è emersa con forza una caratteristica essenziale della comunicazione, ovvero il suo essere “primariamente esistenziale”. Questo ci dimostra l’essere parte attivi di un sistema, dove per “sistema” si intende un’unità intera e unica composta da parti in relazione tra loro e tendenti all’equilibrio, tale che l’intero risulti diverso dalla semplice somma delle parti e qualsiasi cambiamento di una di queste parti influenzi la globalità del sistema. Il cervello, in psicologia, viene considerato come un sistema che per sopravvivere deve scambiare energia con gli altri sistemi, se questo non avviene si raggiungerebbe uno stato definito entropia della mente.

Cosa ci permettono di fare i social media:

  • la possibilità di mantenere e in alcuni casi di rafforzare dei legami relazionali in quanto ci siamo ritrovati senza cinema, concerti, ristoranti, partite con gli amici, weekend al mare o in montagna, niente vita sociale e senza sapere con precisione quando tutto ciò finirà. Ed è così che, improvvisamente, stiamo riscoprendo che enorme ruolo gioca internet nelle nostre vite.
  • L’esempio più ovvio è quello del lavoro. Oggi stiamo assistendo a ciò che è stato definito il più grande esperimento di smart workingdi tutti i tempi. Fino a poco fa condurre questo esperimento sarebbe stato semplicemente impossibile, impensabile e che riguarda, con modalità diverse anche il mondo della scuola, che da un giorno all’altro si è trovato alle prese con l’e-learning e le lezioni a distanza.
  • Il sostegno psicologico online, basta trovare uno spazio in cui sentirsi tranquilli e l’utente può usufruire della consulenza, non sentendosi cosi abbandonato.
  • Anche per la formazione è stato un anno dove abbiamo avuto la possibilità di formarci con più facilità, avendo piattaforme maggiormente fruibili e gestibili rispetto ai i nostri impegni.
  • Pensiamo all’aiuto e al sostegno verso i migranti, rifugiati, bambini e giovani sfollati, alcune associazioni hanno creato delle app per restare al loro fianco.
  • L’immediata felicità che va ad incidere sull’umore degli utenti derivante dai “Mi Piace”, dalle reazioni, dai commenti positivi ai contenuti postati. In particolare, questi ‘input’ positivi innescano delle dinamiche che favoriscono il rilascio di dopamina proprio all’arrivo di notifiche sul cellulare. Nonostante le funzioni di questo neurotrasmettitore siano ben più complesse, la dopamina risulta particolarmente utile nel motivare le persone a portare a termine dei compiti, quando un individuo vede una notifica sullo smartphone: avverte la possibilità di una piccola ricompensa, collegata al senso di gratificazione che il riconoscimento sociale comporta e di in questo momento pandemico è di fondamentale importanza.

Ognuno di noi è “media” e dovremmo sentire la responsabilità delle nostre azioni in questo spazio digitale che può rendere migliore il nostro stare insieme, e contribuire in modo positivo e costruttivo all’ecosistema informativo.

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