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San Nicola La Strada / Latina –  Avvocato sequestrato, picchiato e derubato. Banda sotto processo

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San Nicola La Strada / Latina –  Sequestrato per cinque ore in un casolare a Borgo Bainsizza (in provincia di Latina), malmenato e costretto a firmare assegni e cambiali per 110mila euro. Vittima un avvocato del foro di Santa Maria Capua Vetere. Per questi fatti, accaduti quasi un anno fa, ora sono sotto processo 4 persone fra cui una donna. Gli imputati – Pantusa Ernesto del 76 di Latina; Carleo Salvatore, del 57 di Roma; Afava Fabrizio, del 58 di Roma; Fiorucci Debora, del 69 di Latina – hanno scelto tutti il rito abbreviato. Pochi giorni fa c’è stata l’udienza del processo con le conclusioni del pubblico ministero che ha chiesto condanne per tutti. Fra qualche giorno ci sarà l’udienza nella quale dovrà parlerà l’avvocato Ernesto De Angelis, difensore della vittima, Cristofaro Mario Antimo, di San Nicola la Strada, anche lui avvocato. Subito dopo l’arringa del difensore, ci sarà la sentenza del tribunale di Roma.
Tutto accadde il 25 giugno 2019 quando l’avvocato presentava evidenti segni di percosse sul volto e sul corpo e raccontò che nel corso della stessa mattinata un suo cliente, Ernesto Pantusa, 43 anni, residente a Sabaudia, che in passato aveva difeso per altri reati penali, lo aveva chiamato fingendo di chiedere la disponibilità ad assistere un suo amico. Gli aveva quindi chiesto di raggiungere l’abitazione dell’amico, ma l’avvocato aveva rifiutato e l’appuntamento era stato spostato davanti agli uffici della Procura di Latina. Qui il 43enne si era presentato da solo alla guida della propria auto e il professionista, fidandosi, aveva accettato di salire. Pantusa lo aveva però condotto a Borgo Bainsizza, dentro un capannone abbandonato, dove poco dopo era stato raggiunto dagli altri tre complici, Salvatore Carleo, 63 anni di Roma, Fabrizio AFava, 62 anni di Tivoli, Debora Fiorucci, 51enne di Sermoneta.
Una volta raggiunto il capannone l’avvocato venne colpito al volto con un manganello, rapinato della somma di 2.300 euro, di alcuni effetti personali e della sua auto. Per cinque ore i malviventi hanno tenuto segregato il legale che, secondo Ernesto Pantusa, non gli avrebbe garantito un’adeguata difesa nel corso dei processi penali e civili a suo carico. Per questo l’uomo, aiutato dai complici, intendeva riavere indietro il denaro speso, con gli interessi. Durante le lunghe ore di sequestro il gruppo costrinse il professionista, come prezzo per la sua liberazione, a sottoscrivere cambiali e scritture private per 110mila euro, minacciando l’intervento di un esponente della criminalità organizzata di Caserta.
Una volta liberta, la vittima si recò dai carabinieri e denunciò l’accaduto. Scattò l’indagine che lo scorso febbraio porto all’arresto degli autori di quei fatti. Fra pochi giorni la sentenza di primo grado.

 

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