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CAPUA – Crisi alla Dsm, scatta la cassa integrazione

CAPUA. La Dsm ha confermato il piano per la collocazione in cassa integrazione di una consistente fetta dei lavoratori dello stabilimento di Capua. L’amministratore delegato della multinazionale olandese Hans Hoekstra ha partecipato ad una riunione operativa nella quale è emerso la volontà aziendale di procedere ad un ridimensionamento dell’impianto con il fermo, a partire dal 2013, di due linee di produzione. La decisione sarebbe stata maturata dai vertici aziendali dopo la perdita di una grossa commessa del valore di 5 milioni di euro.
Al momento non sono stato ancora reso noto, nel dettaglio, il piano per la cassa integrazione che probabilmente riguarderà quasi un terzo della forza lavoro. Solidarietà ai lavoratori è giunta dal sindaco Carmine Antropoli che ha portato  a conoscenza del consiglio comunale di ieri sera le difficoltà che stanno attraversando i lavoratori. Il momento è particolarmente critico e l’avvio della cassa integrazione e della mobilità rappresenta un duro colpo per centinaia di famiglie del territorio e per l’intera economia della zona. Sulla decisione della Dsm resta ora da vedere quali saranno le iniziative che intraprenderanno le organizzazioni sindacali di base. Proprio i sindacati, uattro anni fa, esultavano al piano degli investimenti dell’azienda.
Dsm, la multinazionale olandese del farmaco, presente a Capua, in provincia di Caserta, ha atteso quattro anni i contributi previsti dal contratto di programma firmato con la regione Campania. Il progetto era di grande interesse: con una spesa di 18 milioni la società olandese avrebbe voluto installare nuovi impianti per produrre proteine parenterali su un’area di 70mila metri quadrati non ancora utilizzati. Inoltre avrebbe voluto realizzare l’ammodernamento del sito produttivo, utile anche per cambiarne la destinazione: dalla produzione di soli integratori nutrizionali a quella (aggiuntiva) di farmaci o semilavorati del farmaco. Dopo aver presentato la domanda il 29 dicembre 2008 (articolo 2 della legge 12 del 2007) l’azienda olandese è rimasta in attesa di un contributo regionale di 5 milioni.
Non senza nel frattempo darsi da fare.  Fondata nel 1958 con l’insegna Pierrel, la fabbrica di Capua viene rilevata da Dsm – che oggi ha 22mila dipendenti in cinque continenti in cui fattura complessivamente 10 miliardi circa – nel ’95. Produce additivi nutrizionali, sviluppa principi attivi farmaceutici. Nell’antica città 200 dipendenti e 1.400 metri cubi di capacità fermentativa. Ma utilizza solo in parte i suoi impianti.

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