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RIARDO – Campagna pubblicitaria falsa Lete ‘denuncia’ la Ferrarelle La guerra di bollicine

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RIARDO. Guerra di bollicine tra la Lete di Nicola Arnone e la Ferrarelle di Carlo
Pontecorvo. L’istituto dell’autodisciplina pubblicitaria ha definito ‘comunicazione
pubblicitaria ingannevole’ la campagna ‘Rispettiamo la natura – Prodotto a impatto
zero’, lanciata dall’azienda di Riardo. L’esposto di Lete. Tutta la vicenda parte
dall’esposto di Lete, ditta che attinge acqua dalla sorgente di Pratella, capeggiata
da Nicola Arnone. Ferrarella, alcuni mesi fa, aveva messo in commercio una confezione di sei bottiglie da un litro e mezzo che sopra il marchio presanta la
scritta ‘Rispettiamo la natura – Prodotto a impatto zero’. Più in basso è possibile leggere ‘Ferrarelle compensa la Co2 emessa per produrre questa confezione clon la
creazione e tutela di nuove foreste’. Inoltre, sulla stessa confezione capeggia il
marchio ‘Lifegate’, network dello sviluppo sostenibile, e nel volantino all’interno della confezione di legge quanto segue: ‘Ferrarelle, in collaborazione con Lifegate,
è la prima acqua minerale a impatto zero. Con questa iniziativa, Ferrarelle contribuisce alla creazione e tutela di oltre 1,4 milioni di metri quadrati di foreste in Costa Rica’. Pochi giorni dopo l’avvio della campagna, l’azienda di Nicola Arnone che produce Lete, presenta l’esposto all’Iap, perchè dalla pubblicità di Ferrarelle si comprenderebbe che l’intero processo produttivo e distributivo dei prodotti in questione non ha impatto sull’ambiente, cosa che non corrisponderebbe al vero. Infatti, secondo la Lete, la compensazione operata attraverso il progetto con
‘LIfegate’ non azzera totalemente l’impatto ambientale del prodotto.
La sentenza dell’Iap. Lo scorso 15 aprile l’Iap ha giudicato la pubblicità in costrasto con l’articolo 2 del Codice di autodisciplina della comunicazione ambientale: in parole povere comunicazione commerciale ingannevole. Lo stesso istituto si riserva 120 giorni per pubblicare le motivazioni.Allo stato attuale, in casa Ferrarelle restano tutti sereni per la decisione dell’Iap. Dall’altra parte, la società di Arnone ha comunicato che l’esposto è stato presentato esclusivamente per tutelare i consumatori e si auspica che la decisione di condanna del giurì rappresenti un valido precedente. L’Iap ha definito l’operato della società di Pontecorvo ‘ingannevole’.

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