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ROCCAMONFINA – BULLISIMO, IL VESCOVO CIRULLI: “DEI GIOVANI BISOGNA PRENDERE IL MEGLIO”

ROCCAMONFINA (di Nicolina Moretta) – Nel suggestivo borgo di Gallo di Roccamonfina si è svolto ieri nel Circolo San Michele Arcangelo il Convegno sul bullismo e davvero è stato un incontro proficuo per la bontà delle parole di quattro saggi: il Vescovo Giacomo Cirulli della diocesi di Teano – Calvi, il teologo Paolo Martuccelli, il medico in pensione Francesco Cipolla, l’ex preside Carmine Lepore. Non a caso, a loro il vicesindaco Mario Di Pippo ha dichiarato: “Come amministratori siamo felici che questi temi vengano trattati soprattutto in questo Circolo che è il più attivo di Roccamonfina.” I medico Cipolla in qualità di presidente del Circolo e di moderatore del convegno ha introdotto l’argomento: “L’importanza del tema che andremo a trattare, come sempre trattiamo un tema di carattere sociale.” E ha fatto anche un riferimento alle aggressioni fisiche degli insegnanti che si sono avute pure nella provincia di Caserta. Il preside Lepore ricorda: “ Io ho avuto una scuola intitolata al rivoluzionario Don Lorenzo Milani e ho portato sempre i miei alunni a Barbiana, nell’Appennino tosco emiliano. Don Milani, una vita impostata al rigoroso rispetto del Vangelo e sono mortificato dal fatto che nel recente cinquantesimo anniversario della morte di don Milani, nessuna scuola del zona l’abbia ricordato.” Continua con una disanima attenta del mondo della scuola che ha perso autorevolezza e non risparmia di dire: “ Ogni nuovo ministro dell’Istruzione che arriva ci vuole mettere le mani, senza contare che la scuola più la toccano e più la guastano!” Don Paolo attacca a dire: “Il disaggio dei giovani è il riflesso del disaggio degli adulti. Bullismo, ma poi si tratta di individuare i vari disagi che vivono i giovani. Quindi, la parola da individuare non è il bullismo, ma i disagi, i vari disagi: droga, alcol ed altro. Tutto sotto il segno del nichilismo e del relativismo. Un parroco può dare un contributo di chiarificazione e non solo, anche ogni fedele. Viviamo in una società dove troppe cose passano come conquiste di libertà, ciò genera la convinzione che la realtà si può comodamente manipolare. La libertà è una bella cosa, ma deve essere sempre coniugata con la responsabilità.” E conclude: “ La necessità, quindi, del riallineamento delle famiglie con il parroco, con la chiesa, nello spirito della chiesa, che può aiutare ricostruendo le motivazioni stesse della nostra fede.” E con il suo solito sorriso s’introduce Monsignor Cirulli: “Sto cercando di ascoltare, ascolto molto. La Parola di Gesù è quella che insegna nella vita. Recentemente ho avuto modo di ascoltare una relazione positiva riguardo ai mezzi di comunicazione. Dico, forse dobbiamo essere più attenti, dobbiamo cogliere le cose buone dell’intelligenza dei giovani. Una cosa la sappiamo: non possiamo tornare indietro, non si può. Loro sono nativi digitali. Si andrà sempre più avanti, dobbiamo capire cosa bisogna fare, perché questo cammino in avanti sia nella giusta direzione. Ripartiamo da quello che è positivo in loro. Io so che dentro il mondo c’è una forza che è la forza di Dio, la forza dello Spirito Santo che sta spingendo verso il bene.”

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