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ROCCAMONFINA – Processo Tari, i magistrati chiedono la conferma della condanna

ROCCAMONFINA – La pubblica accusa chiede la conferma delle sentenze emesse in primo grado dai giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Una richiesta avanzato oggi  durante l’udienza di appello a carico di alcuni imputati nel processo che vede coinvolta anche Letizia tari, ex sindaco di Roccamonfina. La sentenza d’appello sarà emessa fra oltre un mese, dopo che le difese avranno mostrato le loro ragioni. I difensori di Letizia Tari, gli avvocati Gabriele Gallo e Gianluca Di  Matteo, puntano ad ottenere l’assoluzione piena per la loro assistita, ritenendo che il fatto – anche alla luce delle motivazioni espresse in primo grado – non costituisce reato. Leggendo le motivazioni dei giudici di Santa Maria Capua Vetere si evince pure che l’ex sindaco non doveva nemmeno essere arrestato. Poteva essere indagato a piede libero. La sentenza di primo grado ha ridimensionato, notevolmente, le richieste della pubblica accusa che aveva chiesto otto anni di carcere per l’ex sindaco Letizia Tari. Dodici anni di reclusione, invece, per Angelo Grillo. Il giudice, invece, ha condannato Letizia Tari a 2 anni e 8 mesi di reclusione. Stessa pena per Angelo Grillo mentre Assunta Mincione è stata condannata a 4 anni e sei mesi. Tutto si innesta nell’inchiesta che esattamente due anni fa portò ad arresti e sequestri relativa all’appalto del servizio igiene urbana del comune di Roccamonfina aggiudicato alla Ecosystem 2000 e a Fare l’Ambiente con la promessa di assunzione di due persone e la successiva elargizione di mille euro alla proloco di Roccamonfina. Fra oltre un mese la sentenza d’appello.

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