Pignataro Maggiore / Pastorano / Capua – Partirà domani il processo a carico di sei persone (quasi tutte dell’Agro Caleno) alle quali viene contestata l’aggravante mafiosa; sono accusate di aver evocato il clan Ligato Lubrano per intimidire la vittima, un noto gioielliere di Pignataro Maggiore. Dopo il decreto di giudizio immediato disposto dal gip del Tribunale di Napoli, gli imputati accusati dalla Dda di un presunto tentativo di estorsione aggravata dal metodo mafioso hanno scelto di affrontare il processo con rito abbreviato condizionato all’escussione di un testimone che, secondo le difese, è la chiave di volta dell’intera vicenda. L’appuntamento in aula è per domani quando gli imputati – Giovanni Di Gaetano, 65enne di Pastorano, Michele Del Core, 40enne originario di Capua, Lorenzo Lubrano, 32enne di Pignataro Maggiore, Graziano Insidioso, 59enne, Luigi Messuri, 54enne, e Pasquale Veltre, 61enne, tutti residenti a Pastorano – saranno davanti al giudice.
Secondo l’inchiesta dei carabinieri, coordinata dal pm della Dda Maria Laura Morra, gli imputati, con ruoli diversi, avrebbero cercato di costringere un imprenditore del settore della gioielleria a consegnare denaro e preziosi, evocando la forza intimidatrice del clan Ligato-Lubrano; pressioni, minacce e sopralluoghi nei pressi delle attività riconducibili alla vittima, fino all’ipotesi di un’aggressione fisica organizzata per piegarne la resistenza.
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