{"id":313990,"date":"2026-11-02T19:17:03","date_gmt":"2026-11-02T18:17:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paesenews.it\/?p=313990"},"modified":"2026-11-02T19:17:03","modified_gmt":"2026-11-02T18:17:03","slug":"quando-il-lavoro-occupa-tutto-quanto-spazio-resta-per-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paesenews.it\/?p=313990","title":{"rendered":"Quando il lavoro occupa tutto, quanto spazio resta per noi?"},"content":{"rendered":"<div class=\"9a9753123328624cd4b81b3da50267a0\" data-index=\"1\" style=\"float: right; margin:0px 0 0px 0px;\">\n<!-- Plaza-->\r\n<div class=\"e3lan e3lan-below_header\"><a href=\"https:\/\/www.paesenews.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/dur56qc6qr7cujoifpk9ti40tt0o.pdf\"> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.paesenews.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Banner-PaeseNews-Plaza-16.gif\" alt=\"\" width=\"294\" height=\"108\" \/> <\/a><\/div>\r\n\r\n\n<\/div>\n<p>Ci sono persone che sembrano esserci sempre. Rispondono a una telefonata anche quando stanno cenando, trovano una soluzione anche quando sono stanche, si fanno carico di un problema in pi\u00f9 anche quando avrebbero gi\u00e0 abbastanza da gestire.<br \/>\nSono quelle persone su cui gli altri sanno di poter contare. Quelle che difficilmente si tirano indietro, che cercano di non deludere nessuno e che, anche quando tornano a casa, continuano a pensare a ci\u00f2 che \u00e8 rimasto in sospeso.<br \/>\nA volte, per\u00f2, c\u2019\u00e8 una domanda che nessuno fa loro: chi si accorge quando sono stanche?<br \/>\nViviamo in una societ\u00e0 che spesso ci insegna a misurare il nostro valore attraverso quello che facciamo. Quanto siamo produttivi, quanto riusciamo a portare a termine, quante responsabilit\u00e0 siamo capaci di sostenere. Essere presenti, efficienti, disponibili \u00e8 diventato quasi un modo per dimostrare di essere all\u2019altezza. E cos\u00ec impariamo a esserci per tutto, dimenticando lentamente di esserci anche per noi stessi.<br \/>\nIl lavoro, intanto, smette di occupare soltanto una parte della giornata. Ci segue a casa, si siede a tavola con noi, entra nelle conversazioni, accompagna i momenti che dovrebbero essere di riposo. Pu\u00f2 capitare di essere accanto alle persone che amiamo e, nello stesso momento, avere la mente altrove. Pensare a quella telefonata da fare, a una risposta da dare, a qualcosa che non abbiamo concluso.<br \/>\nIl corpo si ferma, ma i pensieri continuano a correre.<br \/>\nE forse la cosa pi\u00f9 difficile da riconoscere \u00e8 che, a volte, non siamo nemmeno pi\u00f9 capaci di distinguere ci\u00f2 che \u00e8 davvero urgente da ci\u00f2 a cui ci siamo abituati a dare sempre la precedenza.<br \/>\nCi diciamo che \u00e8 soltanto un periodo. Che appena avremo concluso quel progetto, risolto quella situazione, superato quel momento, torneremo a dedicarci a noi. Ma poi arriva un\u2019altra richiesta, un\u2019altra scadenza, un\u2019altra responsabilit\u00e0. E quel momento che aspettavamo continua a essere rimandato.\u00a0Il rischio \u00e8 abituarsi cos\u00ec tanto a mettere se stessi in fondo alla lista da non accorgersi pi\u00f9 di quanto ci stia costando.<br \/>\nQuando il sovraccarico diventa una condizione prolungata, infatti, possiamo iniziare a perdere il contatto con i nostri bisogni. La stanchezza diventa una presenza abituale, la pazienza si riduce, le piccole difficolt\u00e0 sembrano pi\u00f9 grandi. Ci accorgiamo di essere irritabili, distratti, meno disponibili emotivamente. Eppure continuiamo a chiedere a noi stessi di fare ancora un po\u2019 di pi\u00f9.<br \/>\nNon sempre perch\u00e9 qualcuno ce lo impone. A volte siamo noi a non riuscire a fermarci.<br \/>\nPer senso del dovere, per paura di deludere, per il timore che qualcosa possa andare storto se non interveniamo. Altre volte perch\u00e9 abbiamo imparato a sentirci importanti soprattutto quando siamo utili agli altri.<br \/>\nE allora dire di no diventa difficile. Rimandare una richiesta ci fa sentire in colpa. Concederci una pausa sembra quasi qualcosa da meritare, anzich\u00e9 un bisogno legittimo.<br \/>\nMa da quando abbiamo iniziato a pensare che prenderci cura di noi significhi sottrarre qualcosa agli altri?<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 nulla di sbagliato nel desiderare di fare bene il proprio lavoro, nell\u2019essere responsabili o nel voler dare il meglio. Il problema nasce quando, per riuscirci, iniziamo a sacrificare sistematicamente tutto ci\u00f2 che ci permette di stare bene.<br \/>\nPerch\u00e9 non siamo soltanto il nostro ruolo professionale. Non siamo soltanto le persone che risolvono, organizzano, producono, rispondono e mantengono gli impegni.<br \/>\nSiamo anche le persone che hanno bisogno di una giornata senza fretta, di una conversazione senza guardare continuamente il telefono, di un pomeriggio trascorso con chi amano, di un momento in cui non ci sia niente da dimostrare e nessuno da accontentare.<br \/>\nE non dovremmo aspettare di arrivare allo stremo per riconoscere che ne abbiamo bisogno.<br \/>\nForse possiamo cominciare da domande semplici, ma non sempre facili da affrontare: Quando \u00e8 stata l\u2019ultima volta che mi sono fermato senza sentirmi in colpa?<br \/>\nQuanto spazio sto lasciando alle persone e alle cose che amo?<br \/>\nSe qualcuno a cui voglio bene vivesse esattamente come sto vivendo io, gli direi di continuare cos\u00ec?<br \/>\nE soprattutto: sto vivendo la mia vita o sto soltanto cercando di riuscire a sostenere tutto quello che mi viene richiesto?<br \/>\nNon sono domande a cui dobbiamo trovare subito una risposta. A volte, per\u00f2, abbiamo bisogno di porcele per accorgerci che qualcosa merita di essere cambiato.<br \/>\nPu\u00f2 essere una pausa che non rimandiamo, una richiesta a cui impariamo a dire di no, una sera in cui decidiamo di non controllare le notifiche. Piccoli gesti, forse, ma capaci di restituirci uno spazio che avevamo smesso di considerare nostro.<br \/>\nAscoltare i propri limiti non significa essere meno affidabili. Riconoscere la propria stanchezza non significa essere deboli. E scegliere di non esserci sempre per tutti non vuol dire voler meno bene, lavorare con meno impegno o avere meno responsabilit\u00e0.<br \/>\nSignifica ricordare che anche noi abbiamo bisogno della stessa attenzione che riserviamo agli altri. Perch\u00e9 ci sono tante cose nella vita che meritano il nostro tempo, la nostra energia e la nostra dedizione. Ma tra queste dovremmo esserci anche noi. E forse la domanda pi\u00f9 importante, quella da cui ogni tanto dovremmo ricominciare, non \u00e8 quanto siamo riusciti a fare oggi. \u00c8 molto pi\u00f9 semplice, eppure spesso la evitiamo:<br \/>\n\u00abCome sto, davvero? E quanto spazio sto lasciando a me stesso per vivere?\u00bb<br \/>\n(Dott.ssa Benedetta Venditti \u2013 Psicologa)<\/p>\n\n<div style=\"font-size: 0px; height: 0px; line-height: 0px; margin: 0; padding: 0; clear: both;\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono persone che sembrano esserci sempre. Rispondono a una telefonata anche quando stanno cenando, trovano una soluzione anche quando sono stanche, si fanno carico di un problema in pi\u00f9 anche quando avrebbero gi\u00e0 abbastanza da gestire. Sono quelle persone su cui gli altri sanno di poter contare. 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