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BENEVENTO/CASTEL CAMPAGNANO – Traffico internazionale di stupefacenti, arrestate 21 persone

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BENEVENTO/CASTEL CAMPAGNANO – In data odierna, all’esito di un’articolata indagine coordinata dalla  Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia-, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Rad iomobile della Compagnia di Montesarchio hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelareemessa dal GIP del Tribunale di Napoli nei confronti di 21 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata altraffico internazionale d i sostanze stupefacenti del tipo hashish e cocaina, concorso in numerosi episodi di detenzione e cessione diquantitativi anche ingenti di sostanze stupefacenti, nonché detenzione e porto di armi.

ELENCO SOGGETTI COLPITI DALL’ORDINANZA  1) Antonio nato a Solopaca (BN) il 03.08.1961;   2) Minauro Orlando nato a Solopaca (BN) il 25.04.1965;   3) Ferrante Angelo nato a Pagani (SA) il 18.09.1976;   4) Goglia Calabrese Pierlugi nato a Vico Equense (Na) il 03.01.1975;   5) Mesaud Luafi Aesin alias “Jhonny” nato in Marocco il 09.1 1.1979;   6) Uccellini Diego nato a Benevento il 02.04.1976;   7) Uccellini Letizia nata a Benevento il 24.08.1 962;   8) ———  ;   9) Tanzillo Basilio nato a Benevento il 15.06.1975  (arresti domiciliari);  10) Di Donato Gianfranco nato aTelese (BN) il 12.05.1989;  11) Colom bo Giovanni nato a Benevento il 06.08.1967;   12) Colombo Pasquale nato a Montesarchio il 22.01.1961;   13) Taverna Paolo nato a Maddaloni (CE) il 02.03.1988;   14) De Lucia Michele nato a Montesarchio il O 1.12.1965;   15) Perone Rosa nata a Bonea il 26.1.70;   16) Mauriello Fabio nato a Benevento il 05.12.1 992;   17) Colombo Rosaria nata a Benevento il 14.07.1992;   18) Luciano Pietro nato a Bonea il 09.01.1966;   19)   —————   21) Moio Michele nato a Marano di Napoli (NA) il 22.10.1956;   22) Zedda Maria Agnese nata a Napoli il 22.10.1961. Nell’ordinanza cautelare vengono evidenziate dal GIP le risultanze della complessa attività investigativa, particolarmente di naturatecnica, iniziata nell’autunno del 2012 con attività d’intercettazione telefonica ed ambientale a carico di alcuni personaggi delbeneventano. L’indagine ha disvelato un commercio di sostanze stupefacente, del tipo prevalentemente hashish, che avveniva sulla rotta MaroccoSpagna Italia, gestita da esponenti di criminalità organizzata operanti nei vari paesi. La ragione del coinvolgimento di diverse persone dipendeva dal fatto che per organizzare, acquistare, trasportare e distribuire ingentiquantità di sostanze stupefacenti era indispensabile apprestare una pianificazione di uomini e mezzi, cioè disporre di una “irifrastrutturacompleta”. Ne consegue che gli esponenti dei gruppi di criminalità organizzata operanti in Marocco, Spagna ed Italia avevano realizzato una vera epropria rete internazionale per il traffico organizzato di droga. Infatti, dalla presente indagine è emerso che gli esponenti italianidell’organizzazione avevano i contatti con quelli spagnoli che, a loro volta, avevano icontatti con quelli marocchini. Nel corso delle indagini sono stati identificati numerosi soggetti (italiani e non) dediti al reperimento, alla contrattazione, al depositoe al trasporto della sostanza stupefacente dal Marocco in Spagna, attraverso l’enclave di Ceuta, piccola cittadina spagnola in territoriomarocchino, con cittadini prettamente marocchini naturalizzati spagnoli e dalla Spagna in Italia. Invero, dalle prime intercettazioni registrate emergeva che uno degli indagati, Colombo Giovanni residente in Montesarchio, eratornato dalla Spagna ed insieme ad altri complici, poi via via identificati, aveva organizzato una “holding” al fine di far giungere in Italiaingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. Secondo quanto ritenuto dal GIP, per tutti gli indagati dediti al traffico di stupefacenti individuati nel corso delle indagini, l’anello dicongiunzione è risultato essere Minauro Antonio di Solopaca – in quanto principale approvvigionatore di grandi quantitativi distupefacenti per terzi soggetti, ma anche per il gruppo di spaccio dallo stesso diretto nella sua terra d’origine – il quale era colui che siportava sulla “montagna”, zona impervia, posta in altura e subito dopo il confine tra Ceuta (Spagna) e il sud del Marocco a contrattarel’acquisto delle sostanze stupefacenti con il “capo” della zona. Inoltre, dalle conversazioni intercettate, è risultato che per recarsi sulla “montagna” occorreva innanzitutto essere accreditati di fiducia,andare a piedi per percorsi sterrati, non in possesso di armi (le guardie che garantivano la sicurezza del luogo perquisivano gliacquirenti), incontrare il”capo”, scegliere la qualità della sostanza a seconda della “pezzatura”, stabilire il prezzo e pagare. Grazie alla stima acquistata da Minauro, spesso lo stupefacente gli è stato ceduto a credito. Era poi il “capo” a far arrivare la sostanza stupefacente al porto di Ceuta o ad altri porti lungo la costiera africana, da dove poi venivatrasportata attraverso la Spagna. Giunta in Spagna, la sostanza veniva stoccata e trasportata a Madrid, Malaga o Barcellona, ove Minauro Antonio organizzava il trasportoper l’Italia a mezzo di camion di ditte ed imprenditori compiacenti, tra i quali l’indagato Goglia Calabrese Luigi, imprenditore beneventanonel campo dell’export-import di carne congelata, il quale metteva a disposizione dell’organizzazione sia isuoi conti correnti, sui quali far girarei soldi che poi Minauro utilizzava per acquistare lo stupefacente, sia i suoi “viaggi” di carne per far trasportare la sostanza stupefacente.In altre circostanze, l’organizzazione ha utilizzato, per il trasporto dello stupefacente, persone anziane compiacenti che si recavano in visita aRoma con l’autobus proveniente da Madrid. Come evidenziato dal GIP nell’ordinanza cautelare, elevato è risultato il guadagno derivante dall’attività illecita. Infatti, l’hashishcomprato in Marocco a 150 euro al chilo, risulta venduto in Italia anche a 2.000 euro al chilo. Il prezzo della sostanza stupefacentevariava, poi, a seconda del luogo: il prezzo originario dell’hashish in Marocco è risultato diverso in base alla qualità, oscillando da 150euro a 300 euro al chilo; in Spagna la stessa quantità di hashish aveva un valore maggiore, precisamente da 850/ 900 euro a 1.300euro al chilo. Inoltre, le modalità di pagamento sono risultate organizzate in modo tale da ripartire il rischio dall’eventuale fallimento del trasporto.Infatti, venendo pagato il carico di droga in Spagna, il rischio della perdita incombeva unicamente sugli esponenti marocchinidell’organizzazione e non sugli acquirenti. Diversamente, se lo stupefacente veniva perso dopo il carico dei camion in Spagna, il rischio dellaperdita incombeva esclusivamente sugli acquirenti italiani. Una volta arrivato in Italia, l’hashish aveva un valore dai 1.600 ai 2.000 euro al chilo a seconda del luogo ove veniva destinato e sitrattava di prezzi all’ingrosso. Al dettaglio, il prezzo della sostanza stupefacente arrivava anche ad oltre 5.000 euro al chilo,dipendendo molto anche dalla piazza di smercio (Benevento, Caserta, Avellino, Montesarchio e Napoli). L’ord inativo del carico è risultato avvenire mediante la raccolta delle cosiddette “puntate”. Nel corso delle indagini i militari hanno individuato e sequestrato diversi carichi di stupefacente, in particolare:

  1. b) circa 1 94, 100 di hashish e ca. Kg.1, 190 di cocaina, provenienti dal Marocco, caduti in sequestro in Monterotondo (Roma);
  2. c) circa 1 .000 di hashish, provenienti dal Marocco, da trasportare in tempi diversi con due distinti viaggi, ciascuno di circakg.500, provvedendo al primo trasporto dalla Spagna in Italia due cittadini rumeni, ma residenti in Italia (nei confronti dei quali si èproceduto separatamente) che venivano trovati in possesso di 76 pacchi contenenti ognuno 60 panetti di hashish di gr.600, per un pesocomplessivo di Kg.456 di hashish, caduti in sequestro in Anagni (Fr);
  3. d) circa 35 kg di hashish caduti in sequestro in Benevento;
  4. e) circa 4 kg di hashish caduti in sequestro in San Felice a Cancello (CE);
  5. f) circa 60 kg di marijuana caduti in sequestro in Montesarchio (BN).

Nell’ambito delle attività di riscontro sono stati effettuati 20 arresti in flagranza di reato, segnalati numerosi assuntori e sequestraticomplessivamente oltre 1.000 kg di sostanze stupefacenti del tipo hashish, cocaina e marijuana. Nel corso dell’operazione, in esecuzione di un decreto emesso dal GIP di Napoli, sono stati sottoposti a sequestro preventivo, dai militaridella Compagnia Carabinieri di Montesarchio e della Guardia di Finanza della Tenenza di Montesarchio, svariati rapporti finanziaririsultati intestati agli indagati e ai loro familiari conviventi, a fronte di redditi dichiarati esigui o pari a zero.

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