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TEANO – Gestione dei beni confiscati, Libera ha paura

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teano. Gestione dei beni confiscati alla camorra, l’associazione Le  Terre di Don Peppe Diana – Libera, chiede l’intervento dei carabinieri. Ha paura di raccogliere la frutta. La richiesta di scorta sarebbe stata inoltrata alcuni giorni fa direttamente al Prefetto di Caserta, alla Questura di Caserta, ai carabinieri della locale stazione e al municipio sidicino.  Tutto sarebbe nato da un’accesa discussione fra l’ex gestore dei beni confiscati e i voltanti di Libera.  La vecchia gestione avrebbe reclamato il diritto di raccogliere i frutti, ormai maturi, visto che aveva curato i fondi fino a pochi giorni prima. Un incontro sicuramente poco “simpatico” per Libera che dopo quell’episodio ha inmoltratole richieste di scorta.
Intanto le mele che rano pronte per essere raccolte  restano, secondo alcune indiscrezioni, ancora sugli alberi e questo potrebbe pregiucarne definitivamente la bontà. Libera ha preso in carico la gestione dei beni confiscati a Teano da qualche settimana, in precedenza era Acli Terra a gestire i fondi, molti dei quali erano fittati, con regolare contratto ad un imprenditore dell’agro aversano.  Dal 2010 il municipio di Teano chiedeva, al gestore dei beni, di lasciar elibera i fondi perchè destinati ad altra associazione. Dopo circa due anni, lo scorso trenta agosto, anche grazie all’intervento dei carabinieri, c’è stato lo sgombero dei beni e la successiva consegna a Libera. Un’azione però che arriva a pochissimi giorni dalla raccolta delle mele coltivate su quei fondi. Sarebbe bastato attendere qualche giornoi ancora, magari, per evitare  inutili discussioni. Ma la “liberazione” dei beni confiscati assunse anche un riscolto simpatico quando, era la prima decade di agosto, fallì il “blitz” del municipio di Teano che intendeva riappropriarsi dei beni confiscati alla camorra. Doveva essere una giornata trionfale, invece si trasformò in una Waterloo  per gli uffici comunali. Avevano, infatti, dimenticato di notificare l’ordinanza sindacale – a firma del primo cittadino – ai gestori di alcuni fondi. Così all’arrivo delle forze dell’ordine e dei tecnici del municipio sidicino, il figlio del titolare dell’azienda si è mostrato meravigliato, affermando che mai nessuna notifica gli era stata fatta. I controlli successivi hanno dimostrato che, efettivamente, nessuno della macchina amministrativa comunale si era mai preoccupato di notificare l’atto di sgombero ai gestori dei beni. Lo sgomberò avvenne poi regolarmente qualche settimana dopo. I beni sottratti alla malavita organizzata, ricadenti sul territorio sidicino, sono davvero tanti.  Libera è nata il 25 marzo 1995 con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità.

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