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Sessa Aurunca – Sasso incontra i dipendenti del Consorzio Aurunco di Bonifica e gli agricoltori

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Sessa Aurunca (di Armando Cappelli) – Nel pomeriggio c’è stato un incontro pubblico per il CAB (consorzio aurunco di bonifica) teso all’incontro tra consorziati e dipendenti. La vicenda del CAB è ormai conosciuta a tutti: 40 milioni di euro di debiti, servizio bloccato e dipendenti senza stipendio. Il salone dei quadri era pieno, presenti agricoltori, dipendenti e sindacalisti oltre ad assessori e consiglieri comunali e al sindaco Silvio Sasso in qualità di organizzatore e moderatore. Grande assente il commissario straordinario Antonello Carotenuto. Presenti invece ad un convegno precedente i consiglieri regionali Giampiero Zinzi e Massimo Grimaldi che sono andati via, con meraviglia dei presenti, appena cominciato l’incontro del CAB. I problemi che affliggono il CAB sostanzialmente sono economici. Commissariato da circa 6 anni ha accumulato circa 40 milioni di euro di debiti, tutti i fondi pignorati per soddisfare i creditori, dipendenti senza stipendio anche da due anni, canali sporchi e pieni di vegetazione che non vengono puliti e gran parte degli impianti di sollevamento e pompaggio dell’acqua guasti. Sembra che siano in arrivo dei fondi ma saranno pignorati. Dal dibattito è emerso che gli agricoltori sono disposti a pulire e sistemare i canali e condotti che attraversano i loro poderi, ma è emerso anche che prima di aprire l’acqua i canali devono essere puliti e i condotti riparati (serviranno 45 giorni nella migliore delle ipotesi) e che gli impianti di pompaggio devono essere riparati (circa 70 mila euro). In cassa neanche un euro. Disponibili i dipendenti a lavorare a patto che qualche stipendio sia erogato per cominciare a mettere qualcosa a tavola, pagare assicurazione auto e carburante. Sta di fatto che gli agricoltori che pur di non perdere il raccolto stanno spendendo cifre importanti per irrigare con motopompe a gasolio. Il problema è tutto nella liquidità. Il decreto che sancisce l’impignorabilità degli stipendi è stato pubblicato il 20 gennaio ma pare, anche se non è certo, che per pagare i debiti accumulati prima di quella data gli stipendi siano ancora pignorabili. Le regole erano semplici: possono parlare soltanto consorziati, dipendenti e sindacati uno per volta, fare proposte concrete, cercare di predisporre iniziative utili. In pochi le hanno rispettate. Non sono mancati interventi polemici e fuori tema. Un lungo applauso, invece, lo ha meritato il sig. Carmine Pepe, anziano agricoltore che ha sintetizzato l’incontro con uno splendido “voglio sapere se l’acqua ce la date o non ce la date!”, domanda che purtroppo è rimasta senza risposta. Tentato intervento invece quello di Guido Di Leone che, preso il microfono, si è presentato come consigliere del comune di Cellole. Subito bloccato dal moderatore per non trasformare l’incontro in una manifestazione politica. Quest’ultimo, togliendogli la parola gli ha ricordato che potevano prendere parola soltanto agricoltori, dipendenti e sindacati, altrimenti avrebbero dovuto dare la parola anche agli altri esponenti politici presenti deviando sensibilmente lo scopo dell’incontro stesso. Restituito il microfono, Di Leone è andato via visibilmente arrabbiato. L’incontro si è concluso con qualche proposta che purtroppo sembra difficilmente praticabile vanificando l’impegno del sindaco nel cercare una soluzione, proveniente dai diretti interessati, che salvaguardasse sia i dipendenti che gli agricoltori, ultima parte della filiera.

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