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ALTO CASERTANO – “Itinerario Francigeno dell’Alta Terra di Lavoro”, sottoscritta lettera di intenti con la Regione Campania

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ALTO CASERTANO – Attraverso i Comuni di Alife, Baia e Latina, Dragoni, Pietramelara, Riardo,  Roccaromana Rocchetta e Croce,  per  territori  intatti, bellissimi e ricchi di monumenti,  corre un itinerario francigeno, di recente validato dalla Regione Campania, che collega la Via Appia alla Via Latina-Francigena. Su iniziativa e con l’assistenza tecnico-scientifica del Centro Studi sul Medioevo dell’Alta Terra di Lavoro, i Comuni dell’Itinerario Francigeno hanno sottoscritto una lettera di intenti,  costituendo “L’intesa Francigena dell’Alta Terra di Lavoro” al fine di studiare, attrezzare e valorizzare in rete l’itinerario. Prima significativa manifestazione  dell’ Intesa Francigena è la partecipazione corale alla Giornata Nazionale dei Cammini Francigeni  in data 7 maggio 2017 con  l’evento “MONUMENTI APERTI SUL CAMMINO DELLE CATTEDRALI E DELLE TORRI DELL’ALTA TERAR DI LAVORO”. Il Cammino si snoda da Teano, la Teanum dei Sidicini, che fu all’origine della prima guerra sannitica e grande città romana sulla Via Latina. Conserva resti delle mura preromane, uno splendido teatro romano, un prezioso museo archeologico, che ha recuperato la bellissima cavallerizza gotica dei Marzano. La splendida cattedrale urbana è risorta dalle rovine del secondo conflitto mondiale, ha un notevole ambone e nella cripta un piccolo ma significativo museo di lapidi e frammenti medievali. Fuori città sul fiume Savone, sorge la chiesa di San Paride ad Fontem, che tra il nome da una sottostante sorgente che ospita un battistero di età giustinianea,  cosa che dimostra che fu anch’essa cattedrale, e poi commenda dei Cavalieri di Malta. Un affresco rammenta San Paride vescovo di Teano che ne scacciò il drago venerato dai Sidicini, ovvero l’eresia ariana. Al territorio di Teano segue quello di Rocchetta e Croce, comune che nella frazione in pianura di Assano o Valdassano, conserva un magnifico Ponte romano di età tardorepubblicana, su quattro arcate lungo circa 80 metri e largo circa 9 metri. In montagna, a950m s.l.m.  raggiungibile solo a piedi dalla frazione Croce, sita sulla via Rocchetta Formicola, è l’eremo di San Salvatore,  che fu abbazia benedettina  e nel quale trovò  rifugiò Sant’Anselmo d’Aosta in età normanna. A breve distanza ed  ancora più in alto è l’eremo di Santa Maria di Fradejanne, che domina la valle di Pietramelara. In Riardo merita vista il Borgo Medievale col bel castello quattrocentesco in corso di restauro visibile solo dallesterno  e la chiesetta della Madonna della Stella, con un bello e raro  ciclo di affreschi dell’XI secolo. A breve distanza è Pietramelara, centro popoloso,  con un borgo medievale a pianta circolare imperniata su una magnifica Torre Federiciana, e circondato da alte mura con 15 torri normanno-sveve, accessibile da un’unica porta che conserva gli antichi battenti. Meritano visita anche il Piccolo Teatro degli Archi, il Palazzo Ducale, di fine Quattrocento,  del quale si avvia il restauro del piano nobile. Al portale d’ingresso due colonne di pietra con catene e una targa rammentano la visita che  Re Ferdinando II fece al Duca Lucio Caracciolo, famoso gentiluomo  e guerriero, che combatté valorosamente per i Borbone, per Murat e Napoleone. La chiese di San Rocco, S. Agostino e dell’Annunziata sono ricche di prestigiose opere d’arte, mentre attende il riallestimento il Museo di Arte Sacra. A qualche chilometro a Pietramelara è Roccaromana, piccolo centro in amena posizione ai piedi del Monte Castello,  diviso in tre frazioni. Nel capoluogo è la  Chiesa di AGP non lontano è il Monumento ai Garibaldini uccisi in un contrattacco borbonico. A monte del capoluogo accessibile dalla frazione Statigliano è una splendida Torre normanno-angioina, da poco restaurata ed accessibile , poderoso edificio dal quale si gode uno spettacolare panorama. Ai piedi la chiesetta di S. Maria a Castello, con affreschi nell’abside. Baia e Latina: il territorio si distende sulla destra del Volturno, nel capoluogo, sono visitabili la Torre Mastra del castello, con belle feritoie per arco lungo , di età federiciana, e più a monte la più antica Torre dell’ Astrologo di recente restaurata.  Su un colle a  nord di Latina si leva il Dongione Normanno, piccolo ma ben conservato e in avanzata fase di restauro e la vicina chiesetta di S. Maria a Castello, nei dintorni qualche torre e resti dell’abita sceso valle nel 400. Tra Baia e Latina ai margini della strada la Chiesa dell’AGP con notevoli resti di affreschi del 400. Dragoni è articolato in frazioni, a margine della strada provinciale  è la bella chiesa dell’ AGP con stipiti di pietra locale con vene di bauxite, usata anche dal Vanvitelli per la Reggia di Caserta, ma utilizzata anche in età romana come rammentato da una vasca romana conservata in sagrestia  una iscrizione che menziona i marmi cubulterini,  che presero il nome da Cubulteria città sannitica i cui resti  megalitici sono visitabili sul colle del castello di DragoniAlife, stretta dalle turrite mura romane che conservano un regolare impianto a castrum, merita visita per secolare storia, per la Cattedrale normanna fondata dal Conte Rainulfo, che conserva una bella cripta  le reliquie di S. Sisto Papa, e notevoli affreschi del Bocchetti. Nella città sono il Criptoportico romano, uno dei pochi visitabili in Campania, e pochi resti del castello normanno, fuori delal città sono visitabili, i resti dell’anfiteatro, il mausoleo cd degli Acilii Glabriones, nel medioevo cappella dell’Ordine di San Giovanni di Malta, e il notevole Museo Archeologico.

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