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PIEDIMONTE MATESE – Inchiesta “Assopigliatutto”, rimossa la misura dell’obbligo della firma all’ex sindaco Cappello

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PIEDIMONTE MATESE – Oggi l’ultima firma presso la caserma dei Carabinieri di Piedimonte Matese per Vincenzo Cappello.  Il GIP del Tribunale di santa Maria Capua Vetere, Ivana Salvatore, con provvedimento del 15 marzo scorso,  ha rimosso ogni limitazione all’ex sindaco. Tutti ricorderanno che lo stesso fu coinvolto nell’inchiesta assopigliatutto del settembre 2016. Le accuse contro Cappello sono di  corruzione e turbativa d’asta.  La città di Piedimonte per la vicenda giudiziaria vide le dimissioni del sindaco e dei consiglieri comunali di maggioranza e di conseguenza la nomina del Commissario Prefettizio.  Successivamente il tribunale del riesame annullò la richiesta per il reato di corruzione, inflitta dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, e rimise Cappello in libertà prima con divieto di dimora nella Provincia di Caserta e poi, modificata dallo GIP, con l’obbligo della firma per tre volte a settimana.  La Procura di Santa Maria all’epoca non ritenne opportuno impugnare per Cappello l’ordinanza del riesame presso la Corte di Cassazione. Cosa diversa invece per Angelo Di Costanzo, Luigi Imperatore, Raucci, Rauso e Iavazzi dove non  solo veniva impugnata ma la stessa cassazione accoglieva anche le istanze della procura cancellando il provvedimento del riesame favorevole agli indagati e rimettendo il tutto al Tribunale della Libertà per una valutazione più attenta.  Una vicenda giudiziaria  che ha creato tanto clamore per l’ex sindaco – avendo lui ricoperto molteplici cariche pubbliche sia come amministratore che come politico – per poi vederla  affievolire sempre di più.  Oggi Vincenzo Cappello è un comune cittadino con un avviso di garanzia per  turbativa d’asta e, per l’ordinamento italiano, innocente fino a sentenza definitiva.

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