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RIARDO – Appalti e mazzette in comune, D’Ovidio nelle mani del riesame

RIARDO – Nella prossima settimana potrebbe svolgersi l’udienza davanti ai giudici del riesame. In quella sede i difensori dell’ex sindaco di Riardo chiederanno la scarcerazione di Nicola D’Ovidio, in alternativa misure meno restrittive. Nel frattempo l’ex fascia tricolore si è dimesso dalla carica. Cosa che non ha fatto il resto della maggioranza.
Davanti al Giudice per le indagini preliminari, nei giorni scorsi, D’Ovidio ha fatto scena muta, non rispondendo alle domande. Non ha sfruttato l’occasione dell’interrogatorio di garanzia per cercare chiarire la propria posizione, per tentare di allontanare le accuse nei suoi confronti. Ha preferito fare scena muta davanti al giudice. D’Ovidio è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta ‘The Queen’ che ha portato all’arresto di 69 persone per corruzione e turbativa d’asta. D’Ovidio (che è stato sospeso dal prefetto), difeso dagli avvocati Giovanni Cantelli e Vincenzo Gallo, ha scelto la strada del silenzio in attesa del ricorso al tribunale del Riesame che i suoi legali stanno già preparando. D’Ovidio deve rispondere sia della gara pilotata, nella sua qualità di membro della commissione, per la Casa dello Studente di Aversa, sia di corruzione per le tangenti promesse per gli appalti banditi dal Comune di Riardo per quel che concerne gli impianti sportivi, il Castello Medievale ed il progetto ‘La Terra delle Acque’. Secondo l’accusa Mario Martinelli avrebbe promesso al sindaco 30mila euro solo per l’appalto del castello ed altri 9mila per quelli dell’impianto sportivo.