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Tora e Piccilli – Festa dell’incendio della “vecchia”, l’inverno è scacciato: saluto alla primavera

Tora e Piccilli (di Nicolina Moretta) – C’è qualcosa di arcano nel rito dell’incendio della “vecchia”. Nella piazza di Piccilli arde un grande fuoco che illumina i visi delle persone, intanto che don Pietro Lepre, parroco del paese, invita festoso i presenti ad alimentare il falò con ramoscelli secchi di alberi e arbusti e mentre le fiamme scintillano e lambiscono sempre di più l’oscurità della notte, don Pietro promette:- Alla fine della festa incendieremo la “vecchia”! Intanto l’orchestrina inizia a suonare una canzone dei Nomadi. Tutto ha il sapore d’antico, anche sotto allo stand colorato si servono piatti che ai più adulti ricordano l’infanzia, mentre innanzi alle fascine in un angolo della piazza la “vecchia”, fatta con cura con legno e stoffa, viene affiancata dai ragazzi che la immortalano nelle loro foto, prima che finisca nelle fiamme a segnare il passaggio dall’Inverno alla Primavera. Un rito antichissimo, che nell’antichità rappresentava l’annullamento della miseria della stagione passata e l’auspicio di un futuro di fecondità e fertilità per la campagna e per la vita.