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GIOIA SANNITICA – Sannio Alifano, assunzione del “nipotino” di Cappella: il giudice: voglio approfondire

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GIOIA SANNITICA – Il giudice per l’udienza preliminare ha rinviato l’udienza a carico dell’ex presidente del consorzio di bonifica Sannio Alifano, Pietro Cappella. Prima di decidere in merito alla questione, il gup vuole fare degli approfondimenti. L’ex numero uno del consorzio di bonifica rischia il processo per l’assunzione del suo “nipotino” – Nicola Cappella – presso il consorzio. L’udienza preliminare nella quale il giudice dovrà decidere se continuare il processo oppure archiviare tutto è stata rinviata al prossimo settembre. Un impedimento del difensore dell’imputato, infatti, ha costretto il giudice a spostare tutto alla prossima udienza. Si parte dalla richiesta avanzata dal pubblico ministero Valentino Battiloro che vuole processare l’indagato Pietro Andrea Cappella. La Procura dopo un’accurata indagine sulla questione ha mosso precise accuse contro l’ex numero uno del Sannio Alifano, assistito dall’avvocato Renato Jappelli: “In qualità di Presidente del Consorzio di Bonifica del Sanino Alifano e nello svolgimento delle funzioni di Presidente della Deputazione Amministrativa del medesimo ente, in violazione degli artt. 97 Cost e 28 dello Statuto del Consorzio, omettendo di astenersi in presenza dell’interesse del nipote – Nicola Cappella – assunto con contratto a tempo indeterminato dall’ente con delibera nr.156 del 3 dicembre 2014, presiedendo la seduta della Deputazione Amministrativa del 14.01.2015 avente ad oggetto l’opposizione alla menzionata delibera nr. 156/2014, nonché formulando le controdeduzioni che divenivano parte integrante della conseguente decisione dell’organo collegiale e, infine, concorrendo con il suo voto determinante all’adozione della delibera nr.05/2015 del 14 gennaio 2015 con la quale veniva respinta l’opposizione, intenzionalmente procurava un ingiusto vantaggio patrimoniale al nipote Nicola Cappella”.
Queste le accuse mosse dalla Procura della Repubblica contro Pietro Cappella che durante la prossima udienza preliminare potrebbe trovarsi contro quattro persone, indicate dalla Procura come persone offese: Alfonso Simonelli, Silvio Di Muccio, Giuseppe Di Cerbo e Raffaele Ferraiuolo.  Quattro nomi che potrebbero quindi costituirsi parte civile

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