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Michela Visone, consigliere comunale di Alife

ALIFE – Centro commerciale Visone, Alife diventa “repubblica autonoma” per la struttura della consigliera di minoranza

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ALIFE – “Questo centro commerciale s’ha da fare” sembra essere stato questo l’imperativo che ha mosso l’azione dell’amministrazione comunale di Alife, guidata dal sindaco Salvatore Cirioli (fortemente “puntellato” dall’assessore Gianfranco Di Caprio). Un “sacrificio” enorme, probabilmente,  per l’amministrazione se si considera che la realizzazione del centro commerciale era un chiodo fisso della famiglia della consigliera comunale di opposizione, Michela Visone.
La Giunta Comunale di Alife con “disinvoltura” ha effettuato una variante al Piano Regolatore Generale, prendendo spunto da un parere legale che “crea” la facoltà di poterglielo far fare prendendo a supporto due sentenze di Cassazione (ignorando, per davvero o per finta, che la giurisprudenza non è creatrice di diritto ma solamente supporto alla interpretazione delle leggi). Nel parere, alla fine di esso alla penultima pagina, è scritto chiaramente che “…. La presa d’atto, da parte della G.M., va assunta perché, dal punto di vista formale, manca, nella disciplina regolamentare del Comune, una precisazione specifica in tema di spessore del solaio o dei solai …” .
Ciò che significa che si dovrebbe integrare la disciplina regolamentare del Comune, e quindi fare una variante al PRG, variante, questa, che la Giunta fa, con una semplice presa d’atto (vedi delibera n.48 del 15.12.2016), demandando al Responsabile dell’Area ATA (ing. Correra) la predisposizione degli atti consequenziali  (rilascio di accertamento di conformità urbanistica e paesaggistica, cosiddetta “sanatoria” al centro commerciale in zona agricola del padre della Consigliera comunale Michela Visone). E, si badi bene, la norma integrata in questione è bellissima (farebbe la felicità di tutti quelli che fanno i conti con le altezze dei fabbricati per rimanere nei limiti): lo spessore dei solai non si conteggia nelle altezze dei fabbricati.
E allora cosa aspettano gli altri Comuni a seguirne le orme?!  Tutti gli altri Comuni per fare una variante al PRG seguono ben altre e più lunghe procedure, passando e ripassando per il Consiglio Comunale, per istruttorie di Enti sovracomunali, etc… !
Allora viene un dubbio, e quindi delle due l’una;  il Comune di Alife: o è troppo furbo e abile ad aver introdotto con una semplice delibera di Giunta una così bella norma di variante al PRG.
Oppure è  troppo  ingenuo e inconsapevole dei rischi che corre per abuso di ufficio per aver fatto una cosa del genere al fine di favorire lo sblocco “in sanatoria” del centro commerciale in zona agricola del padre di una Consigliera comunale in carica.
Per amore di legalità si spera nella prima ipotesi, in modo che tra l’altro tale attività possa essere emulata anche dagli altri Comuni … che dormono o che son svegli?

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