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TEANO – CONVEGNO SUL GIUDICE ROSARIO LIVATINO IN ‘CAMMINO’ VERSO LA SANTITÀ

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TEANO (di Nicolina Moretta) – Si è tenuto il convegno sul giudice Rosario Livatino, assassinato dalla mafia nel 1990, e a parlare è il giudice Domenico Airoma. Il giudice Airona colpisce per la sua gentilezza. Gli chiedo:- Lei ha conosciuto il giudice Livatino? Ed egli inizia a parlare con la sua cortesia:” No, non l’ho conosciuto, ho conosciuto i suoi genitori. Il giudice Livatino è una figura che mi ha affascinato perché ha cercato di comunicare fino alla morte il suo essere cristiano, con la sua professione di giudice, lui ha voluto essere fino alla fine, giudice cristiano. Vorrei che lo leggessero i giovani, perché lui ha saputo trovare la risposta alla domanda di senso alla propria esistenza e alla propria professione. Oggi i giovani sono confusi soprattutto dal relativismo che ha demolito ogni valore e ogni principio. Rosario Livatino è la dimostrazione che solo riscoprendo i valori veri che sono scritti nel nostro cuore si può vivere con piena dignità di uomini e di cristiani”.  L’incontro culturale ha inizio e vengono lette pagine dell’agenda del giudice Livatino, mente il ragazzo Raffaele Izzo suona la chitarra e accompagna con dolci note i lettori: Carmen Melese, Martina Faella e Vincenzo Nuzzo, che tracciano un profilo del giovane giudice fino alle sue ultime parole, quando chiede ai suoi sicari: “ Cosa vi ho fatto, picciotti?”. E la risposta furono i colpi che misero fine alla sua vita. Parla Antonia Caprio, promotrice per l’Azione Cattolica dell’incontro, e dice della grandezza del giovane giudice Livatino che esprime proprio in quest’ultima domanda: “ Cosa vi ho fatto, picciotti?”. E aggiunge: Egli ha vinto, come hanno vinto Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, perché noi siamo qui a ricordarli”. Moderatore è l’avvocato Fabio Candalino, appartenente dell’associazione ‘Giuristi per la vita’, che ricorda del giovane giudice il suo servire Cristo in quanto uomo, in quanto giudice e presenta il giudice Airoma come cofondatore e vicepresidente del ‘Centro Studi Rosario Livatino’. Il giudice Airoma si rivolge ai presenti dicendo: “ Sembra quasi una contraddizione parlare di un giudice santo. Ma è uno stimolo grande perché giudicare è un compito tremendo, è un compito grande e il giudice Rosario Livatino è una persona affascinante che mi ha subito affascinato. La sua figura si staglia notevolmente su gli altri perché egli fu un giudice cattolico, fu un giudice cristiano. Visse la vocazione ogni giorno e a qualsiasi costo. La serietà, l’impegno, la dignità, tutti termini fuori moda. Il problema è essere giusti, Rosario fu giusto. Un giudice oltre ad essere indipendente, deve anche apparire indipendente. Già venti anni fa, quando Rosario parla di fede e diritto, affronta il tema dell’eutanasia, del diritto alla vita. Il suo motto era: “ Sub tutela Dei” – Vivere alla presenza di Dio – Sul suo diario s’incontra l’acronimo: STD”. Il Vescovo Arturo Aielo parla di ridare ai giovani una memoria e rivolto a loro dice: “E attenti a scindere la cittadinanza dalla fede, fate attenzione a questa fede sempre più relegata nel privato”. Fa un breve saluto l’assessore di Teano, Gemma Tizzano. Subito dopo i giovani si riversano verso il giudice Airoma, per avere una dedica sul libro : “ Rosario Livatino, il giudice santo”.

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