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CAPUA – QUESTIONE “MUSEO CAMPANO”, INTERVIENE PASQUALE IORIO

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CAPUA – Finalmente anche la politica e le istituzioni campane cominciano a muoversi per la salvezza del Museo Campano di Capua – definito dal grande archeologo  Amedeo Maiuri  “Il più significativo della civiltà italica della Campania”. A seguito della mobilitazione e della spinta delle associazioni e dei cittadini consapevoli (a dire il vero anche della stampa), è stata convocata una Audizione “sulle problematiche del Museo” della VI Commissione Cultura del Consiglio Regionale. E’ stata una prima occasione di ascolto e di confronto, con la partecipazione di tutti gli attori istituzionali (dai Consiglieri Campani al Consulente Maffettone, dal comune di Capua alla Provincia di Caserta; mancava solo il MIBACT) ed il mondo del volontariato. Dopo aver ribadito la rilevanza artistica e storica del monumento – un vero scrigno patrimonio dell’umanità – dai rappresentanti della Regione e delle istituzioni è stata  affermata la volontà di operare affinché si scongiuri il rischio di un lento degrado del Museo, con le sue preziose collezioni (a partire da quelle delle sale delle Matres, della Biblioteca storica ed Emeroteca di Terra di lavoro – già ora difficilmente accessibile). A tal fine vanno utilizzate le risorse del fondo regionale per i musei, sulla base di un progetto e di una rendicontazione dettagliata sulle esigenze di sostenibilità e di rilancio da parte della Provincia, che allo stato continua a mantenere le funzioni di governo e titolarità del bene comune Museo. Come ha ben sottolineato il prof. S. Maffettone, occorre una programmazione che preveda interventi urgenti, a breve termine per la tutela e piena valorizzazione del Museo – tra l’altro da pochi anni ammodernato e reso fruibile anche con le nuove tecnologie. In questa fase, possono essere messe in campo delle azioni di cooperazione anche con i cittadini e le associazioni con il supporto di volontari da affiancare al personale, che ora è ridotto al minimo (per consentire che tutto il Museo sia visitabile, con il modello già sperimentato dai “Volontari per VOI” del TCI che stanno adottando le chiese Longobarde). Nello stesso tempo gli enti locali (Comune e Provincia) potrebbero proporre un progetto di Art Bonus, consentito dalle nuove norme anche di detrazione fiscale promosse dal Governo per promuovere il mecenatismo da parte di cittadini ed imprese). In terzo luogo, è apparsa particolarmente interessante ed innovativa la proposta di impegnare – grazie a fondi regionali – i giovani ricercatori delle università campane (a partire da quelle del DILBEC e del Dipartimento di Economia), che potranno immettere nuove energie e competenze adeguate per una governance che sia capace anche di avviare programmi di promuovere e di valorizzazione, di attrazione ed accoglienza turistica, in collegamento con il grande attrattore della Reggia Vanvitelliana, nell’ambito dell’itinerario e del polo museale dell’Appia Antica. Ci sarebbe anche da capire cosa propone il Mibact con il tanto declamato Protocollo d’Intesa, di cui parla l’on. A. Cesaro, ma che allo stato rimane ancora sconosciuto e misterioso (nell’Audizione nessuno ne ha fatto cenno, nonostante vi sia stata una richiesta in merito). Alla luce di queste novità, come rete delle Piazze del Sapere abbiamo da subito avanzato richiesta al Presidente della Provincia di convocare un tavolo tecnico ed istituzionale con tutti gli attori politici e sociali (compresa l’Università) per insediare un Comitato Promotore e Scientifico, composto da persone competenti ma anche motivate. A tal fine promuoveremo entro  l’inizio di marzo un incontro pubblico – in collaborazione con il DILBEC e dipartimento di Economia dell’Università L. Vanvitelli –  per presentare e promuovere un progetto di valorizzazione e di sostenibilità del monumento (prendendo spunti da alcune buone pratiche avviate sul territorio, come quelle della Reggia, della Fondazione Real sito di Carditello, del Museo e dell’Anfiteatro Antica Capua), sulla base di itinerari turistici e con la definizione di un vero polo museale di Terra di Lavoro (così come è stato delineato in un progetto elaborato da Aislo, ancora attuale, per un “distretto culturale evoluto”, capace dare un futuro al nostro patrimonio storico – così come indicato dal prof. Giuliano Volpe in un suo recente volume). Pasquale Iorio –    www.lepiazzedelsapere.it

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